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SCUOLA/ Docenti e studenti, le "strane" proposte di Faraone

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Il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone (Infophoto)  Il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone (Infophoto)

Più che impegnare gli studenti all'interno dei Nuclei di valutazione o di impegnarli nella stesura di pericolose classifiche dei propri insegnanti, ritengo che sarebbe interessante avviare delle modalità di controllo che osservino, invece, il docente "in azione", ossia mentre vive in classe con gli studenti. Un osservatore potrebbe giudicare, ad esempio, quanto gli alunni vengono coinvolti, quanto si appassionano nelle attività proposte, in che modo interagiscono gli uni con gli altri e con l'insegnante, come stanno imparando comportamenti costruttivi e cooperativi grazie al loro docente. Un modello, questo, che, indirettamente, renderebbe in qualche modo "soggetti" di valutazione degli insegnanti i loro alunni, osservati mentre vivono sulla propria pelle la proposta didattica del docente, senza renderli direttamente arbitri.

Come spiega l'introduzione di queste novità (nuovi ruoli dei docenti e valutazione studenti) inizialmente estranee al piano de la Buona Scuola?
Le variabili di cui si è fatto portavoce il sottosegretario Faraone tengono probabilmente in conto  i risultati della consultazione sulla Buona Scuola ai quali, ora, il Governo è impegnato a dare risposte concrete. La consultazione ha evidenziato la necessità d introdurre modalità di riconoscimento del merito degli operatori della scuola e di azioni di formazione permanente per migliorarne la professionalità. Nello stesso documento, inoltre, il Governo ha evidenziato alcune innovazioni finora assenti nel nostro sistema scolastico e ormai collaudate in altri paesi: il concreto riconoscimento dei meriti professionali, il potenziamento dell'autonomia delle scuole e un incremento della flessibilità organizzativa. Se alcune anticipazioni dell'onorevole Faraone si concretizzassero in questi ambiti in proposte reali, sarebbe l'inizio di un'interessante inversione di tendenza.

Va bene, ipotizziamo la creazione del "docente mentor" (e del "docente quadro"). E' questo il presupposto giusto per parlare di carriera dei docenti, che è una preoccupazione del governo, visto che si doveva premiare il merito (senza poi dire come farlo)?
L'unica progressione di carriera prevista oggi in Italia è quella basata sugli scatti di anzianità di servizio, senza considerazione alcuna del merito: un modello che, al di là della passione educativa e della preparazione di molti docenti, finisce per disincentivare, in generale, la qualità dell'insegnamento. Valutazione, valorizzazione delle specificità e merito, ai fini della carriera e dello stipendio, invece, vanno di pari passo in tutti gli stati europei, compreso il forte investimento sulla formazione continua. Con periodiche verifiche e valutazioni del loro lavoro. In proposito vorrei fare una citazione…

Prego.
"Con queste regole del gioco che svincolano di fatto la carriera e le retribuzioni degli insegnanti dagli esiti dei loro comportamenti, i docenti non hanno incentivi economici o di mobilità che li inducano a impegnarsi e fare bene nella loro scuola: i loro interessi privati non sono allineati con quelli collettivi". Lo scrive la Banca d'Italia in uno studio dedicato al nostro sistema scolastico.

Stando alla consultazione pubblica, pare che solo un 35% reputi che il merito debba determinare gli scatti di carriera. Come commenta questo dato? 



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COMMENTI
26/01/2015 - La “Buona Scuola” bocciata e l’avanspettacolo (Vincenzo Pascuzzi)

Ha ragione chi sostiene: "Docenti e presidi hanno bocciato la Buona Scuola a colpi di matita rossa” e “Nelle 130 pagine del documento, manca una progettualità complessiva che permetta il rilancio dell’istruzione pubblica attraverso risorse ed investimenti”. Lo sa benissimo anche Renzi e l’ha ammesso a denti stretti il 13 dicembre, quando si è inventato i tempi supplementari chiamandoli “fase 2” e ha invocato l’aiuto di «mille» nuovi rappresentanti del mondo scolastico. Perciò Faraone si sta esibendo in una serie di scoppiettanti numeri di avanspettacolo in attesa del 22 febbraio. Ha esordito con l’elogio blasfemo delle occupazioni delle scuole, a Termini Imerese ha visitato una fantomatica e vuota Scuola di Cartapesta, poi il blitz inutile ad Agrigento (legge 104), venerdì scorso il record di 7 visite in un solo giorno, con la scoperta inaspettata delle "classi di tutti cinesi" a Prato, ancora gli studenti che valutano i docenti (per puntualità, chiarezza d'esposizione, efficacia della didattica), ora il docente mentor e il docente quadro! Nella sostanza, la questione vera è costituita la retribuzione inadeguata e offensiva di TUTTI i docenti. Questione che i politici non vogliono riconoscere perché non sanno come affrontarla, preferiscono divagare, guardare altrove, inventarsi una questione che vi assomigli un po’, ma diversa, che faccia da controfigura o da stuntman per baloccarsi, fantasticare e intrattenere con essa.

 
26/01/2015 - La visione sistemica è assente (enrico maranzana)

“Deve essere avviata la riscrittura di un nuovo profilo del docente (e del dirigente scolastico) che ne definisca, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, compiti, obiettivi e attribuzioni .. solo un profilo chiaro e adeguato consente una corretta valutazione e premialità del merito”. Si tratta di una premessa necessaria, calpestata sia dal vicesegretario e sia dal governo [In rete: Valutiamo il sottosegretario Davide Faraone]. Premessa enunciata che, in questo scritto, è contraddetta nella sostanza: “l’autonomia delle istituzioni scolastiche” recita la norma, “si sostanzia di progettazione educativa, formativa e dell’istruzione”. In altri termini: il SISTEMA scolastico deve essere modificato alla radice. Il servizio non deve essere fondato sull’insegnamento del singolo docente ma sulla collegiale “programmazione dell’azione educativa” volta a promuovere le competenze generali “elaborate e adottate” dal Consiglio di Circolo/di Istituto.