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SCUOLA/ Docenti e studenti, le "strane" proposte di Faraone

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Il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone (Infophoto)  Il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone (Infophoto)

La scuola italiana è orfana di un principio realmente meritocratico e di diversificazione di carriere. Ristabilire il merito come snodo per una qualità della scuola è importante, ma anche controverso: si tratta, infatti, di realizzare un sistema di incentivi che premino la performance dell'insegnante alla luce di un valutazione del merito. Occorre, però, un'attenzione: evitare di dimenticare anche la valorizzazione della genuina attitudine e capacità di insegnare di tanti, premiando esclusivamente quelle specializzazioni resesi necessarie dall'introduzione della autonomia delle scuole: funzioni strumentali, coordinamento dei progetto, interventi di formazione, quadri intermedi ecc. Molti insegnanti, infatti, sono "meritevoli" anche se non hanno specifiche funzioni aggiuntive. Per questo è importante sostenere che la valutazione del singolo docente e di un istituto siano misurate anche dai risultati che essi conseguono in termini di incremento degli apprendimenti degli studenti e non esclusivamente sulla congruenza dei processi o dal potenziamento delle figure di sistema.

La valutazione degli studenti è l'ennesima rivoluzione annunciata che dovrebbe partire da settembre. Per i docenti, idem. Sono giuste queste priorità?
Le azioni sulla scuola annunciate dal Governo dovranno tener conto di due necessità oggi prioritarie: quella della misurazione/valutazione degli apprendimenti e delle prestazioni professionali di chi opera nella scuola e di un controllo /investimento adeguato delle risorse finanziarie e, perciò, degli investimenti sulla scuola e, in particolare, quelli sui docenti. A questi elementi di innovazione deve parallelamente essere avviata la riscrittura di un nuovo profilo del docente (e del dirigente scolastico) che ne definisca, nel quadro dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, compiti, obiettivi, attribuzioni, caratteristiche per l'accesso, competenze didattiche: solo un profilo chiaro e adeguato può, infatti, consentire una corretta valutazione e premialità del merito. Investire in educazione è, oggi, priorità assoluta per favorire l'auspicata ripresa. Con urgenza, ma senza improvvisazione o demagogia.



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COMMENTI
26/01/2015 - La “Buona Scuola” bocciata e l’avanspettacolo (Vincenzo Pascuzzi)

Ha ragione chi sostiene: "Docenti e presidi hanno bocciato la Buona Scuola a colpi di matita rossa” e “Nelle 130 pagine del documento, manca una progettualità complessiva che permetta il rilancio dell’istruzione pubblica attraverso risorse ed investimenti”. Lo sa benissimo anche Renzi e l’ha ammesso a denti stretti il 13 dicembre, quando si è inventato i tempi supplementari chiamandoli “fase 2” e ha invocato l’aiuto di «mille» nuovi rappresentanti del mondo scolastico. Perciò Faraone si sta esibendo in una serie di scoppiettanti numeri di avanspettacolo in attesa del 22 febbraio. Ha esordito con l’elogio blasfemo delle occupazioni delle scuole, a Termini Imerese ha visitato una fantomatica e vuota Scuola di Cartapesta, poi il blitz inutile ad Agrigento (legge 104), venerdì scorso il record di 7 visite in un solo giorno, con la scoperta inaspettata delle "classi di tutti cinesi" a Prato, ancora gli studenti che valutano i docenti (per puntualità, chiarezza d'esposizione, efficacia della didattica), ora il docente mentor e il docente quadro! Nella sostanza, la questione vera è costituita la retribuzione inadeguata e offensiva di TUTTI i docenti. Questione che i politici non vogliono riconoscere perché non sanno come affrontarla, preferiscono divagare, guardare altrove, inventarsi una questione che vi assomigli un po’, ma diversa, che faccia da controfigura o da stuntman per baloccarsi, fantasticare e intrattenere con essa.

 
26/01/2015 - La visione sistemica è assente (enrico maranzana)

“Deve essere avviata la riscrittura di un nuovo profilo del docente (e del dirigente scolastico) che ne definisca, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, compiti, obiettivi e attribuzioni .. solo un profilo chiaro e adeguato consente una corretta valutazione e premialità del merito”. Si tratta di una premessa necessaria, calpestata sia dal vicesegretario e sia dal governo [In rete: Valutiamo il sottosegretario Davide Faraone]. Premessa enunciata che, in questo scritto, è contraddetta nella sostanza: “l’autonomia delle istituzioni scolastiche” recita la norma, “si sostanzia di progettazione educativa, formativa e dell’istruzione”. In altri termini: il SISTEMA scolastico deve essere modificato alla radice. Il servizio non deve essere fondato sull’insegnamento del singolo docente ma sulla collegiale “programmazione dell’azione educativa” volta a promuovere le competenze generali “elaborate e adottate” dal Consiglio di Circolo/di Istituto.