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SCUOLA/ Docenti e studenti, le "strane" proposte di Faraone

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Il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone (Infophoto)  Il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone (Infophoto)

Arrivano due nuove figure di docenti: il docente mentor e il docente quadro. Lo ha detto il sottosegretario Faraone la settimana scorsa a Il Sole 24 Ore. Pochi giorni prima, Faraone aveva annunciato un'altra rivoluzione, quella di far valutare i docenti dai loro studenti, come già avviene in alcune scuole del paese. Ne abbiamo parlato con Ezio Delfino, presidente di Disal. 

Delfino, come commenta le dichiarazioni di Faraone diffuse a mezzo stampa?
Gli annunci del sottosegretario all'Istruzione hanno probabilmente lo scopo di "sondare" gli umori dei diversi soggetti della scuola, in vista delle decretazioni che dovranno dare attuazione alle linee della "Buona Scuola". Non voglio credere che si tratti solo di esternazioni estemporanee e demagogiche. L'introduzione delle diversificazioni di carriera, gli incentivi e la valutazione del merito dei docenti sono azioni assolutamente necessarie per il rilancio di un moderno sistema scolastico. Certo, c'è da auspicare che il decisore politico sappia ascoltare ed armonizzare anche le esperienze e le proposte che provengono dal mondo delle associazioni professionali della scuola, dagli esperti e dal confronto con modelli europei.

La valutazione degli studenti entrerebbe a pieno titolo nel sistema di valutazione delle scuole pensato dal SNV, via Rapporto di autovalutazione. Che ne pensa?
E' una proposta eccessiva, almeno nella forma con cui è stata lanciata dal sottosegretario, probabilmente spinto dall'enfasi di sottolineare che i docenti devono essere comunque valutati. Ascoltare gli studenti, almeno nelle scuole superiori, è una cosa utile ed in molte scuole già avviene attraverso questionari, organi consultivi, ed attraverso quelle libere aggregazioni tra studenti e docenti attorno a determinati progetti o iniziative che, di fatto, evidenziano quali sono i docenti più attivi ed apprezzati dagli studenti… 

Ma…?
La loro è una voce interessante quando si tratta di coinvolgerli in procedure legate all'autovalutazione del servizio complessivo di una istituzione scolastica. Altro è  inserire gli studenti in un organismo tecnico-professionale quale il Nucleo di valutazione coinvolgendoli, indebitamente, in deliberazioni che potrebbero essere determinanti, almeno nella intenzione del Governo, per l'accesso dei docenti a livelli stipendiali superiori.

Dalla stampa sappiamo che si tratta di una prassi già avviata in qualche scuola del paese, come il Berchet di Milano.
Non mancano esempi in Europa in cui, seppur in modo consultivo, il punto di vista degli studenti è inserito nei percorsi di valutazione degli insegnanti: in Ungheria, ad esempio, dove metodi di valutazione comprendono l'osservazione in classe, colloqui, punti di vista degli alunni, o in Polonia, dove è il capo di istituto a effettuare la valutazione della performance professionale degli insegnanti e durante questa valutazione egli può richiedere il parere dell'organo di rappresentanza degli studenti.

Quale sarebbe la sua proposta? 



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COMMENTI
26/01/2015 - La “Buona Scuola” bocciata e l’avanspettacolo (Vincenzo Pascuzzi)

Ha ragione chi sostiene: "Docenti e presidi hanno bocciato la Buona Scuola a colpi di matita rossa” e “Nelle 130 pagine del documento, manca una progettualità complessiva che permetta il rilancio dell’istruzione pubblica attraverso risorse ed investimenti”. Lo sa benissimo anche Renzi e l’ha ammesso a denti stretti il 13 dicembre, quando si è inventato i tempi supplementari chiamandoli “fase 2” e ha invocato l’aiuto di «mille» nuovi rappresentanti del mondo scolastico. Perciò Faraone si sta esibendo in una serie di scoppiettanti numeri di avanspettacolo in attesa del 22 febbraio. Ha esordito con l’elogio blasfemo delle occupazioni delle scuole, a Termini Imerese ha visitato una fantomatica e vuota Scuola di Cartapesta, poi il blitz inutile ad Agrigento (legge 104), venerdì scorso il record di 7 visite in un solo giorno, con la scoperta inaspettata delle "classi di tutti cinesi" a Prato, ancora gli studenti che valutano i docenti (per puntualità, chiarezza d'esposizione, efficacia della didattica), ora il docente mentor e il docente quadro! Nella sostanza, la questione vera è costituita la retribuzione inadeguata e offensiva di TUTTI i docenti. Questione che i politici non vogliono riconoscere perché non sanno come affrontarla, preferiscono divagare, guardare altrove, inventarsi una questione che vi assomigli un po’, ma diversa, che faccia da controfigura o da stuntman per baloccarsi, fantasticare e intrattenere con essa.

 
26/01/2015 - La visione sistemica è assente (enrico maranzana)

“Deve essere avviata la riscrittura di un nuovo profilo del docente (e del dirigente scolastico) che ne definisca, nel quadro dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, compiti, obiettivi e attribuzioni .. solo un profilo chiaro e adeguato consente una corretta valutazione e premialità del merito”. Si tratta di una premessa necessaria, calpestata sia dal vicesegretario e sia dal governo [In rete: Valutiamo il sottosegretario Davide Faraone]. Premessa enunciata che, in questo scritto, è contraddetta nella sostanza: “l’autonomia delle istituzioni scolastiche” recita la norma, “si sostanzia di progettazione educativa, formativa e dell’istruzione”. In altri termini: il SISTEMA scolastico deve essere modificato alla radice. Il servizio non deve essere fondato sull’insegnamento del singolo docente ma sulla collegiale “programmazione dell’azione educativa” volta a promuovere le competenze generali “elaborate e adottate” dal Consiglio di Circolo/di Istituto.