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SCUOLA/ Concorso dirigenti, servono liberi professionisti in "libero Stato"

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Ancora: selezioniamo male perché i concorsi sono caricati di troppa teoria. Che significa? Che selezioniamo dirigenti scolastici per svolgere mansioni prevalentemente burocratiche e amministrative, tese a garantire il buon andamento di un sistema complesso. Ma tale sistema non sembra che si ponga nella giusta misura il "problema pedagogico" relativo al raggiungimento degli esiti degli studenti, atteso che prioritariamente si pone il problema relativo ai processi organizzativi e gestionali. Se le ricerche internazionali evidenziano quanto la figura professionale del docente sia il primo fattore che determina la qualità del successo formativo degli studenti di una classe, allo stesso modo la letteratura riconosce al dirigente scolastico e alle sue doti di leadership il merito di incidere/influenzare l'innalzamento degli esiti degli studenti e, quindi, di determinare la portata "qualitativa" di una istituzione scolastica. E, allora, tornando alla nostra prima domanda: qual è l'identità dei dirigenti scolastici e quali compiti professionali devono svolgere?

Mentre il dirigente scolastico della scuola italiana è un ex docente, oberato e perso in meandri di responsabilità, retribuito male e con scarsissimo tempo da destinare alla didattica, a volte dirige due istituzioni scolastiche (quella di titolarità e l'altra in reggenza) oppure una scuola sovradimensionata per numero di utenti, a causa di una razionalizzazione della rete scolastica conseguente solo a logiche di risparmio, ed è tra i più "vecchi" d'Europa, al contrario i suoi compiti professionali sono ancora efficacemente definiti dall'articolo 25 del decreto legislativo 165/2001. 

Vale, qui, la pena riportarne qualche stralcio: "Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell'istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare, il dirigente scolastico  organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare delle relazioni sindacali. (…) Il dirigente scolastico promuove gli interventi per assicurare la qualità dei processi formativi e la collaborazione delle risorse culturali, professionali, sociali ed economiche del territorio, per l'esercizio della libertà di insegnamento, intesa anche come libertà di ricerca e  innovazione metodologica e didattica, per l'esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie e  per l'attuazione del diritto all'apprendimento da parte degli alunni. Nell'ambito delle funzioni attribuite alle istituzioni scolastiche, spetta al dirigente l'adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale" (corsivo di chi scrive).

Cosa fare, allora, per assegnare agli studenti della scuola italiana un dirigente scolastico in grado di essere tutto questo? Se la scuola italiana, in un ventennio di sperimentazione dell'autonomia, si è configurata come un segmento atipico della pubblica amministrazione con una finalizzazione specifica della sua mission (istruire e formare generazioni di studenti, in quanto li accoglie, li accompagna, li istruisce, li forma, si fa carico dei loro problemi, li valuta e consegna loro un titolo di studio) con ogni evidenza da questa prospettiva, la scelta di affidare il corso-concorso alla Scuola nazionale della Pubblica amministrazione è suggerita da aspetti di necessità. 



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COMMENTI
29/01/2015 - La difesa dell'esistente (enrico maranzana)

Il significato di “il dirigente scolastico assicura le gestione unitaria dell’istituzione” assume significato solo se immersa nel sistema di regole in cui vive l’istituzione scuola e, in particolare, deve essere incrociata con l’art. 37 del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 sulla Dirigenza pubblica che richiama e “rafforza il principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza”. Sono da separare, differenziandoli, i soggetti responsabili dell’esplicitazione di COSA deve essere fatto da quelli che elaborano e gestiscono ipotesi relative al COME conseguire i risultati. Da un lato si collocano le responsabilità della dirigenza, dall’altro lato i compiti connessi agli adempimenti strategici, tattici e operativi. Ecco apparire uno scenario che lo scritto non coglie, che richiede la ridefinizione della funzione dei dirigenti scolastici. I caratteri della loro formazione traspaiono dagli item delle prove selettive del concorso del 2011: l’idea di scuola che veicolano è molto, molto distante dal modello elaborato dal legislatore.