BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Concorso dirigenti, servono liberi professionisti in "libero Stato"

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

I futuri dirigenti hanno imparato anche ad essere comunità di pratica, cosa che ancora li accompagna in tanti aspetti del loro lavoro. Ma, soprattutto, hanno partecipato da "apprendisti dirigenti" alla vita reale di una scuola sotto la guida di dirigenti scolastici esperti, cui furono affidati, che li hanno coinvolti nella preparazione di un collegio docenti, nelle riunioni con lo staff, nella predisposizione del programma annuale e del conto consuntivo, nella visita alle classi, nel controllo dei registri dei docenti, nei colloqui con i genitori, nell'incontro con il sindaco, nella scrittura delle circolari, nei consigli di classe. Solo per fare qualche esempio. 

Durante quel tempo, sapientemente guidati, gli "apprendisti" hanno posto domande sorte dalla necessità di ottenere risposte che l'aula non avrebbe potuto far emergere. Ha posto i futuri dirigenti di fronte a problemi da risolvere con rapidità, individuando opportune strategie e con prospettive da segnare sia per la scuola che per i giovani ragazzi e con orizzonti da scrutare. Tra le anticipazioni sul nuovo bando quest'ultimo aspetto risulta un punto fondativo. Ci convince, ma non basta. Per rendere efficace questo percorso concorsuale concorrono, in egual misura alle procedure (alla correttezza delle procedure), le professionalità che saranno individuate per attuarle. I tecnici e i tutor di tirocinio soprattutto. Che devono sapere di scuola perché vivono la scuola. Perché hanno addosso l'odore delle classi e delle storie che vi accadono. Che i direttori degli Usr sappiano individuarli tra le pieghe di un'arcigna burocrazia. Su questo il decisore e l'attuatore politico devono puntare. Per la scuola. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
29/01/2015 - La difesa dell'esistente (enrico maranzana)

Il significato di “il dirigente scolastico assicura le gestione unitaria dell’istituzione” assume significato solo se immersa nel sistema di regole in cui vive l’istituzione scuola e, in particolare, deve essere incrociata con l’art. 37 del Decreto Legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 sulla Dirigenza pubblica che richiama e “rafforza il principio di distinzione tra le funzioni di indirizzo e controllo spettanti agli organi di governo e le funzioni di gestione amministrativa spettanti alla dirigenza”. Sono da separare, differenziandoli, i soggetti responsabili dell’esplicitazione di COSA deve essere fatto da quelli che elaborano e gestiscono ipotesi relative al COME conseguire i risultati. Da un lato si collocano le responsabilità della dirigenza, dall’altro lato i compiti connessi agli adempimenti strategici, tattici e operativi. Ecco apparire uno scenario che lo scritto non coglie, che richiede la ridefinizione della funzione dei dirigenti scolastici. I caratteri della loro formazione traspaiono dagli item delle prove selettive del concorso del 2011: l’idea di scuola che veicolano è molto, molto distante dal modello elaborato dal legislatore.