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SCUOLA/ Piccolo "viaggio" nel dopo-'68: le macerie della guerra civile

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Questo desiderio crea una forte convergenza tra tutte le componenti della scuola non statale che sono pronte a sopportare anche non trascurabili  disagi organizzativi ed economici di fronte all'enorme vantaggio generale. Sono come piattaforme asciutte nella palude. Ma nella scuola di stato, ultra-maggioritaria e paludosa, non può essere il sentimento di fuga a rianimare, unire, attivare dirigenti, insegnanti ed alunni.

Nella scuola di stato, per poter introdurre elementi reali di ripresa e rilancio occorrerebbe intercettare a tutti i livelli, assieme all'ormai rinascente (ma non ancora abbastanza) desiderio di governo e di stabilità, il comune sentire.

Il comune sentire: scomparso di fronte alla vera e propria guerra civile di bassa (a volte anche alta) intensità che per quasi trent'anni ha spazzato la scuola (e la società) italiana.

Come si può ritrovare e ricreare il comune sentire per una solida e produttiva alleanza?

(1 - continua) 

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