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SCUOLA/ La riforma Renzi "spacca" il Pd. E i docenti con chi stanno?

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

E' forse la prima volta, in questi ultimi anni — ma anche nei penultimi — che un responsabile scuola del Pd "osa" rispondere a muso duro alle contestazioni degli studenti, che questa volta hanno messo sotto tiro, nelle piazze,  quella parte della legge 107/2015 che sistematizza e estende l'istituto dell'alternanza scuola-lavoro. 

Secondo questi ragazzi "snob" — così li ha qualificati la senatrice Francesca Puglisi, già leader dei Giovani democratici prodiani a Bologna, poi diventata responsabile scuola del Pd, schierata con i cosiddetti Giovani Turchi, di ex-osservanza dalemiana, membro della Segreteria di Renzi — l'alternanza scuola-lavoro apre la scuola allo sfruttamento dei minori e, dunque, subordina la scuola pubblica agli interessi degli imprenditori privati. Insomma: privatizzazione e aziendalizzazione, incubi ricorrenti dell'immaginario collettivo della sinistra. Ragazzi non solo snob, ma, soprattutto, decisamente ignoranti del testo di legge (commi 33-43), che regola la materia in questione e che essi si rifiutano ostinatamente di leggere. I reduci del '68, tra cui chi scrive, sono scandalizzati, pensando alle lunghe assemblee in cui si svisceravano puntigliosamente articoli e commi, con accanimento esegetico degno di cause migliori. Sì, le ideologie sono tramontate, ma lo sguardo ideologico sul mondo imperversa più di prima, fino al punto da ri-adottare oggi quell'atteggiamento che portò mons. Cremonini nel '600 a respingere l'invito di Galileo a osservare di persona le macchie lunari attraverso il cannocchiale. 

La posta in gioco attuale è certamente meno densa di implicazioni teologico-filosofiche, ma perdura la negazione ideologica della realtà effettuale. Che l'istituto dell'alternanza scuola-lavoro sia esattamente l'opposto della privatizzazione di risorse pubbliche — semmai si risolve in una pubblicizzazione di risorse private a favore della scuola pubblica — dovrebbe essere evidente. Insorge una domanda: perché i ragazzi rifiutano la realtà? Chi ha il compito di aprirli sul mondo reale? 

In primis, certamente i loro insegnanti. Il guaio è che moltissimi docenti, a loro volta, si rifiutano di leggere il testo della legge e, quando lo fanno, lo infilano nel tunnel ideologico di cui sopra. La catena pedagogico-ideologica parte da loro e imprigiona gli studenti. Stanno seduti sulle loro cattedre, ma scendono in piazza per interposti studenti. E agli insegnanti chi racconta la verità delle cose? Toccherebbe alla politica, intesa come governo e come partiti. 

E qui torniamo alla Puglisi. Prima dell'inaspettato "muso duro", ha sempre preso una posizione di appeasement nei confronti degli insegnanti, di cui pareva condividere i tre tabù ossessivi: la paura dell'aziendalizzazione/privatizzazione della scuola pubblica, l'egualitarismo burocratico-pauperistico applicato sia ai percorsi degli studenti sia alle "carriere" degli insegnanti, l'assemblearismo-parlamentarismo dei collegi docenti nell'esercizio della governance. Erano e sono i tabù della Federazione dei Lavoratori della conoscenza, alias Cgil-Scuola dei vecchi tempi. La caduta da cavallo della Puglisi sulla via di Damasco della legge 107/2015 è dunque cosa buona e giusta. Si deve tuttavia constatare che la maggioranza del Pd e della sinistra italiana sta fortemente abbrancata alle vecchie redini. 



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COMMENTI
15/10/2015 - Il bue che dà del cornuto all'asino..terza parte (Franco Labella)

E visto lo spazio mi fermo ed aspetto ansiosamente le argomentazioni dell’ex-sessantottino in pensione….dal 68 ?))

 
15/10/2015 - Il bue che dà del cornuto all'asino..seconda parte (Franco Labella)

E' cosa di poco conto chiedere che i partner delle scuole abbiano certe caratteristiche di affidabilità? E tuttavia la Guida ora postula la possibilità che il DS stipuli convenzioni anche con realtà non iscritte all'Albo. Cos'è? L’Albo non parte più? Oppure c’è la consapevolezza che possono non esserci realtà di impresa sufficienti manco a far partire l’alternanza per le sole terze quest’anno? Questa storia mi ricorda tanto il CLIL: prima il MIUR strombazza che ci sono tanti prof. certificati che faranno la fila per insegnare il CLIL, poi si declassa la certificazione europea ad autocertificazione ed oggi siamo alla ricerca spasmodica di docenti pronti ad immolarsi sull’altare del CLIL…chiamasi fuga in avanti. Ed allora proseguiamo…. C.35 L. 107/2015: l’attività di formazione può svolgersi anche nei periodi di sospensione dell’attività didattica. Non faccio manco cenno alla possibilità che il periodo scelto favorisca non la formazione ma l’utilizzazione dello studente come manodopera “aggratis” come dicono a Roma ma il non aver toccato il curricolo può generare qualche distorsione? E’ per questo che si propone l’estate? Pure questa è critica aprioristica? Ed ancora: come valuta Cominelli la richiesta di Confindustria (per bocca di Ivan Lo Bello) di avere sgravi fiscali per quelle aziende che aderiscono alla formazione lavoro? Pure quella sarebbe “pubblicizzazione di risorse private” come ha il coraggio di scrivere Cominelli? -segue

 
15/10/2015 - Il bue che dà del cornuto all'asino.. -prima parte (Franco Labella)

Quando si sostituisce al confronto dialettico la demonizzazione dell'altro (la solita CGIL e la chiamo così visto che Cominelli preferisce così probabilmente in ricordo dei suoi vecchi tempi, gli studenti, gli insegnanti, ora perfino il PD..) c'è sempre il rischio di fare la parte del bue. Cominelli "sistema" critiche alle quali non fa nemmeno cenno come rifiuto superficiale basato sulla mancata conoscenza (a suo giudizio) del testo normativo da parte di chi contesta la L.107/2015. Immagino (e spero per lui) che per affermare ciò si sia procurato materiale documentale prodotto dalle organizzazioni studentesche e/o sindacali. Se ne ha contezza, però, non cita materiale e critiche manco di striscio ( è un suo vecchio vizio pure questo ed il bue perciò si dimostra improvvido…) e si limita a citare slogan. Allora visto che si picca di avere una tradizione, da vecchio sessantottino, di analisi e studio provo ad elencare alcune critiche lasciandogli la scelta se commentarle o rifugiarsi negli slogan. C.41 L. 107/2015: da quest'anno scolastico si prevede la creazione di un Albo delle imprese fra le quali scegliere il partner nella formazione-lavoro. La recente Guida prodotta dal MIUR sull’alternanza scuola-lavoro declassa l'Albo a mera possibilità. Un Albo, in genere, postula determinati requisiti in assenza dei quali non si viene iscritti. E' cosa di poco conto chiedere che i partner delle scuole abbiano certe caratteristiche di affidabilità? -segue

 
14/10/2015 - Riforma Renzi (delfini paolo)

La riforma Renzi non arreca alcun beneficio alla Scuola Italiana, purtroppo. Dopo le dannose "riforme" Berlinguer (governo Prodi) e Gelmini (governo Berlusconi) un'altra "riforma"...