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SCUOLA/ Libro e pc, leggere non è più così facile...

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La lettura a stampa, invece, favorisce la riflessione e richiede in misura minore di valutare la credibilità dei contenuti, in quanto l'autore del testo opera da filtro. 

A nostro avviso, a livello didattico occorrerebbe partire da un concetto che già Vygotskij considerava centrale: quello di dispositivo protesico, cioè di strumento che amplia le capacità naturali dell'individuo. Non bisogna dimenticare, infatti, che il computer è in definitiva uno strumento e che quindi può essere utilizzato sia in modo produttivo sia in modo negativo. 

Oggi non si può evitare di far apprendere ai propri allievi anche la capacità di lettura digitale, ma non si deve nemmeno tenere totalmente separate le due forme di lettura. 

Il computer, e in particolare Internet, consentono infatti di effettuare in modo estremamente economico approfondimenti, verifiche, espansioni del testo a stampa, che un tempo avrebbero richiesto di trascorrere intere giornate in biblioteca. Libro e web, pertanto, sono complementari. 

Se si legge solo per divertimento, allora il web può essere insuperabile. Ma se si legge per arricchire il proprio pensiero, per comprendere meglio se stessi e gli altri, per capire la realtà, occorre il libro (su carta o su lettore ebook), a patto però che sia completato dal web. 

Solo in questo modo, oltretutto, è possibile costruire nella mente degli allievi quella rete di conoscenze che fa riferimento a diversi settori disciplinari, unificandoli intorno al contenuto del testo che si sta leggendo. 

La vera sfida, quindi (e il rapporto Oecd lo ricorda con forza), è quella di non utilizzare il computer solo per finalità di gioco, ma di farlo diventare davvero un mezzo per apprendere: senza dubbio un mezzo potente, a patto che lo si sappia davvero utilizzare in tal senso. La conoscenza di alcune tecniche di navigazione e di alcuni strumenti di navigazione (ad esempio collegamenti ipertestuali, schede, i menu, il tasto "back") sono parte dell'essere alfabetizzati nel mezzo digitale, ma comunque non bastano. 

Non bisogna infatti dimenticare che la vera sfida del futuro è lo sviluppo del cervello umano e che semmai dovrebbero essere i computer a copiarne l'architettura, come ha rammentato lo studioso Roberto Cingolani (direttore dell'Istituto Italiano di Tecnologia a Genova) nella sua "lezione su progresso" tenuta il 12 ottobre alla Fondazione Telecom. 



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