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SCUOLA/ Farhad, afghano: quello che ho imparato da voi cristiani in occidente

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Per scoprirlo, quel puntino bianco, Farhad è dovuto venire in Italia — mandato per frequentare l'Accademia militare a Modena — e incontrare degli "infedeli" — come gli hanno insegnato a guardare noi cristiani — che, con piccoli gesti di attenzione, cura e amore gli hanno aperto gli occhi. "Grazie al cristianesimo così come l'ho conosciuto in Italia ho potuto trovare la mia vera religione musulmana e scoprire che Dio è amore. Questo cambiamento mi ha fatto lasciare tutto quello che avevo, ricchezza, potere, per dedicarmi a raccontare la verità". Così scopre il grande compito dell'educazione: "Se andiamo al fondo della violenza vediamo che lì c'è l'ignoranza, mentre l'educazione indica una strada".

Le domande dei ragazzi si sono fatte incalzanti, sincere, senza sconti: sei cristiano o musulmano? l'Isis cos'è veramente?, il rapporto tra religioni, tra la religione e la violenza; e poi l'amicizia e la violenza e l'amore, fino al bruciante "Ma noi che possiamo fare?". Non si tira indietro Farhad e ci indica un metodo: la risposta alle domande va trovata nell'esperienza di verità che ognuno può fare, è in quel puntino bianco che deve essere costantemente allargato attraverso l'educazione. "Questo è il contributo che i cristiani possono dare oggi — ci dice con semplicità — aiutando i musulmani a cambiare la mentalità". Come è successo a lui che ora spende il suo tempo per poter raccontare a tutti che l'amicizia tra uomini di diversa cultura e religione non solo è possibile, ma è un'esperienza reale, e poter raccontare della bellezza di una scuola — come la nostra — che si prende veramente a cuore il bisogno di verità dei ragazzi.

"Nella parete della sala di casa mia ho appeso una grossa cornice con dentro gli articoli di giornale che raccontano la mia storia, il mio libro, quello che sto facendo. In mezzo ci ho messo la foto di don Giussani. Quando mi chiedono il perché di questo io rispondo che sono grato a don Giussani perché ha scommesso tutto sull'educazione del cuore e un uomo educato è veramente utile al mondo".

È proprio vero quello che don Giussani faceva riecheggiare nei chiostri dell'Università Cattolica tanti anni fa: "Le forze che muovono la storia sono le stesse che rendono felice il cuore dell'uomo".



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