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SCUOLA/ L'autovalutazione? Manda i docenti "fuori" dall'aula

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Il lavoro sulle sezioni è stato condotto in base alle domande guida presenti già nel formato del rapporto e che sicuramente sono state un utile sussidio per la riflessione e la compilazione. A volte quando troppo scomode sono però state ignorate a favore della sottolineatura dei punti di forza e delle specificità dell'istituto. La presenza alla fine di ogni sezione di una rubrica di autovalutazione in scala da 1 a 7 ha fatto in modo che i componenti del Rav si scervellassero per trovare al massimo quanto di più positivo ci fosse nell'istituto. Lavoro non criticabile in assoluto, anzi,  perché ha costretto i docenti a riflettere e mettere per iscritto al meglio quanto di buono è presente e quanto si fa nella scuola nel corso delle pratiche quotidiane e che spesso non ha adeguata visibilità. Purtroppo bisogna dire la verità: qualche volta le criticità sono proprio sparite e i punti di forza sono stati esaltati in maniera eccessiva. 

Successive riunioni del nucleo di autovalutazione hanno permesso di mettere a punto progressivamente il rapporto, di confrontarsi su come descrivere la realtà della scuola e anche di prendere confidenza man mano con la piattaforma operativa che per più di qualcuno era il primo spauracchio da superare. In quest'operazione il sussidio di un blog apposito sul sito d'istituto è stato di notevole aiuto per confrontare e mettere a disposizione i lavori che mano a mano si sviluppavano all'interno dei sottogruppi del nucleo e per aiutare a superare le proprie lacune nell'uso delle tecnologie. L'individuazione degli indicatori da parte della scuola e la ricerca di dati che descrivessero al meglio le sezioni del Rav, oltre a quelli già forniti, ha impegnato non poco i componenti del nucleo con esiti a volte ben diversi: dalla puntigliosa presentazione dei dati a disposizione letti in base alle domande guida, alla più o meno generica descrizione di quanto si fa senza troppo approfondimento. 

Si arriva così alla compilazione della fatidica sezione cinque: le priorità rispetto agli esiti degli studenti. Non che non ci si fosse pensato fin dall'inizio del lavoro, ma la richiesta incuteva un po' di timore: individuare uno o due obiettivi misurabili di miglioramento da perseguire nel lungo periodo attraverso la formulazione di obiettivi di processo collegati ad attività concrete da sviluppare nel breve periodo, corrispondente a un anno scolastico. Le indicazioni fornite per la compilazione del Rav mettevano in guardia dal non esagerare con il numero delle priorità da perseguire nelle aree di articolazione degli esiti: al massimo due priorità in una o due delle aree in cui sono articolati gli esiti degli studenti. In questo caso ci si fa prendere però dalla voglia di fare, e anche di migliorarsi, magari senza troppo riflettere sulle reali risorse per farlo bene. Ne sono risultati un numero di aree maggiore di quello suggerito perché le istanze portate dai docenti del nucleo portatori a loro volta di interessi di diverse componenti della scuola non sono state compensate le une con le altre ma si è lavorato invece per aggiunte progressive. Il risultato è stato 3 aree e 4 priorità!



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