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SCUOLA/ Macché alternanza: serve una scuola vera, non un lavoro finto

Pubblicazione:giovedì 22 ottobre 2015

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E così ogni giorno per un mese, anche lui, ad acquisire competenze europee e a smadonnare su tubi e chiavi inglesi. E cosa ne sarà dell'Alessandro, che l'hanno strappato dalla quarta liceo classico, dai filosofi del cogito e del dubbio e l'hanno mandato in una segreteria di una scuola elementare a sistemare gli archivi?

Comunque, ecco perché adesso, davanti a me, la strada è vuota e fare la rotonda è come fare un giro di valzer nel capodanno di Vienna. Un'idea straordinaria questa qui della Buona Scuola di Renzi per deviare il traffico dalle solite strade, per deviare gli studenti dal loro percorso monotono anche se a zig-zag. E tutto senza oneri: riescono sempre delle magie nella scuola. Agli alunni si riesce a insegnare le stesse cose, anzi di più, con un mese di meno; agli insegnanti si riesce a convincerli a passare il tempo, da gennaio a maggio, al telefono con aziende che quando sentono che sei della scuola tal dei tali mettono giù come se avessi proposto l'acquisto di dieci lattine di olio dalla Liguria; ai genitori si riesce a far credere che, dopo le lim e l'e-twinning, adesso si fa sul serio e i ragazzi mettono giudizio e imparano a faticare davvero. E' agli imprenditori che ancora non si riesce a far credere niente, ma ci stanno pensando. 

Anche a me sono riusciti a mettermi di buon umore, tanto che mi viene da cantare quella vecchia canzone dell'Equipe 84: "Tutta mia la città, un deserto che conosco…". E' talmente deserto che viaggio con venti minuti d'anticipo e mi viene quasi voglia di andare a trovare il mio amico e collega nella sua scuola superiore, magari mi offre un caffè. Lo trovo lì, infatti, nel bar della scuola, con altri colleghi. E' già al secondo caffè, mi dice; è dura stare qui senza alunni, mi dice. Hanno organizzato qualcosa, forse anche un torneo di calcetto, li pagano uguale, del resto (non solo loro, ma anche quelli che sono arrivati con le dotazioni aggiuntive, tutti quelli che dovevano migliorare l'offerta formativa? Sì, ma di loro bisognerà parlare in un altro momento). Ma vuoi mettere come ti passa più veloce il tempo a rimproverare le Samanthe e i Kevin e gli Alessandri? Lo lascio così, un po' affranto e un po' spento. Io vado via, verso la mia scuola, secondaria sì, ma di primo grado, dove l'alternanza ancora non c'è. E' così che mi sveglio, dentro il sogno che ho fatto. 

E' in realtà una deliziosa mattinata di ottobre e come ogni mattina da settembre a giugno mi preparo a lottare contro il tempo per raggiungere la mia scuola. Sono le 7.45, la strada è piena di padri e di figli, motorini a zig-zag, pullman stracolmi, rotonde infernali, imprenditori felici di non doversi inventare qualcosa di strano per far credere a tutti che la Buona Scuola è incominciata davvero. 


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COMMENTI
28/10/2015 - Piccoli gufi crescono (Franco Labella)

Mercoledì prossimo il ministro Giannini risponderà nel question time ad una interrogazione sul tema "difficoltà per le attività di formazione lavoro". Trattasi di fuoco amico, evidentemente, perchè il presentatore dell'interrogazione è del PD... E non risulta che sia della minoranza.

 
26/10/2015 - Consigli di lettura per Palazzi (Franco Labella)

Lo so che "nun fa fino" segnalare la "concorrenza" ma faccio affidamento sulla sperimentata apertura del Sussidiario per far giungere all'ottimista Palazzi (ed anche ad un autorevole collaboratore come Cominelli che con un recente articolo poneva domande sul tema) un consiglio di lettura relativo all'attuazione dell'obbligo di formazione-lavoro. Quello che segnalano i "gufi" (prendo come complimento lo spregiativo attributo renziano perchè ho appreso che il volatile in questione ha una invidiabile acutezza visiva anche notturna) è ampiamente documentato nell'ultimo numero di Tuttoscuolafocus n. 719. Per cui se non basta il contributo basato sull'ironia pregnante di Bagnoli vedere qual è la situazione reale può essere utile. Magari per rivedere entusiastici giudizi e ricordando che l'obbligo vale per tutte le scuole e non solo per quelle di cui si ha conoscenza ed esperienza personale. La storia del CLIL si ripete....

 
24/10/2015 - La Colt di Palazzi spara ad acqua... (Franco Labella)

Mi scuserà l'esimio Palazzi ma non lo seguo. Quale sarebbe(ro) il/i dato(i) non conosciuti da me o da Bagnoli? Palazzi oltre che esimio chimico sarà anche alchimista e mago evidentemente. Perchè è in grado già oggi di escludere i rischi evocati nell'ipotesi fantastica ed ironica di Bagnoli. Ma visto che chiede concretezza posso chiedere a Palazzi cosa pensa dell'Albo e del mancato ricorso ad esso? Posso chiedere a Palazzi se la critica di Bagnoli (e non solo lui) sulla giustapposizione della alternanza lavoro ai curricola non toccati è peregrina oppure no? E senza scomodare Einaudi (o forse sì se si considera che oltre che Presidente della Repubblica è stato economista che si è occupato di quella Scienza delle Finanze di cui i nostri studenti ignorano ambiti ed applicazione tanto utili anche a capire cosa sia la progressività che Renzi ignora)cosa pensa dell'aver avviato studenti verso il mondo del lavoro senza nozioni manco elementari di Economia e Diritto? E speriamo che dopo la Colt non imbracci la mitragliatrice... Solo che le metafore belliche in questo periodo sono piuttosto infauste ed anche qui chissà i nostri studenti se sono in grado di districarsi tra legittima difesa, eccesso della medesima e tutto il resto... Ma questa è un'altra storia non modificata dalla brutta scuola che, evidentemente, Palazzi, rara avis tra i docenti, ama...

 
23/10/2015 - ahi ahi ahi. Conoscere per deliberare... (Sergio Palazzi)

diceva Einaudi, ma anche per criticare. Scusino gli esimi Bagnoli e Labella, ma mi permetto di dire che le cose non stanno proprio così. O almeno, in alcuni casi. La mano parte alla Colt se sento toccare il mio caro Sistema Moda, dove insegno proprio chimica tessile. Recentementente ne ho scritto qui https://goo.gl/E4vkLQ e qui http://goo.gl/czC8TL: ho già sostenuto in altre sedi che l'indirizzo SM/tessile mi pare tra i più belli, se non il più bello di tutta la scuola gelminata: se fatto come si deve (e sottolineo se) forma una figura assai tosta su certi temi operativi, ma con una cultura non superficiale su altri che vanno dalla chimica applicata al marketing ad arte/costume. Una figura che può tranquillamente ambire a un posto di lavoro molto richiesto, oppure proseguire verso facoltà impegnative. Come sia nato SM sarà frutto dell'eterogenesi dei fini, ma metterlo realmente in atto è una sfida affascinante. Ergo, nel merito: le Samanthe che conosco io non vanno ad "alternarsi" facendo le commesse, che comunque è un'esperienza utile (anche per abbassare le arie di certe principesse o principini... meglio per i liceali?), ma in aziende d'alto livello a diretto contatto di produzione e R&D. Al ritorno a scuola devono render conto di quel che hanno imparato e condividerlo coi compagni. Un percorso ancora in evoluzione, da mettere a punto e migliorare, ma che migliora esperienze ultradecennali di stages. Da far crescere criticamente, non da sp*anare solo per facile umorismo.

 
23/10/2015 - Qualche parola in più... (Franco Labella)

Ieri sono stato icastico, oggi cerco di essere più analitico. Qualcuno si chiedeva, qui sul Sussidiario (http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2015/10/14/SCUOLA-La-riforma-Renzi-spacca-il-Pd-E-i-docenti-con-chi-stanno-/646471/), cosa pensano i docenti dei fuochi d'artificio della buona scuola.La risposta la fornisce con pregnante ironia Bagnoli. Se uno ha la bontà di leggere l'articolo sorride e poi valuta con attenzione tutti i rischi di una operazione che nasce con lo spirito solito che caratterizza gli interventi sulla scuola da Gelmini a Giannini: ideologia, propaganda e fughe in avanti. Così fu col CLIL e così, temo, accadrà col l'alternanza scuola-lavoro made in Italy. Il guaio dei consuntivi sulle "riforme epocali" della scuola è uno solo ma enorme: a conti fatti pagano gli studenti, le generazioni future. Tanto i docenti riescono a sopravvivere...non vivacchiare opportunisticamente come scrive e pensa qualcuno, no, proprio sopravvivere. Magari affidandosi all'ironia e all"addà passa a nuttata..". Solo che la nottata si protrae sempre di più e non si riesce a vedere l'alba. Grazie , comunque, collega Bagnoli. A me il tuo articolo è piaciuto proprio tanto che avrei voluto scriverlo io...

 
22/10/2015 - come sopra (Giuliana Zanello)

Come sopra. Grazie per averlo saputo dire con il sorriso.

 
22/10/2015 - Parole sante (Franco Labella)

Parole sante.