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SCUOLA/ "Giovane, hai paura"? Addio al Tfa, ecco la nuova sfida

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Il secondo, che si potrebbe definire "scientifico", rivolge particolare attenzione agli aspetti tecnici, più che a quelli relazionali e disciplinari, per cui assumono importanza le competenze riferite alla pianificazione e progettazione, alla capacità di differenziare l'insegnamento, alla valutazione.

Difficilmente è presente l'approccio, che si può definire del "professionista", che mette in evidenza le diverse dimensioni della professione e la responsabilità verso di esse, inclusa l'unità organizzativa in cui si è inseriti e gli altri soggetti con cui si interagisce: le famiglie, i colleghi, i soggetti territoriali. Sarebbe l'approccio del docente dell'autonomia, che non vive l'insegnamento come attività del singolo, ma come parte di un'azione di scuola di cui si è corresponsabili. E' difficile ritrovare queste caratteristiche nei neo-abilitati, semplicemente perché non è assolutamente contemplato dai percorsi Tfa e Pas.

La legge 107/2015 di riforma della scuola ha lanciato le basi per un riordino complessivo del sistema della formazione iniziale e dell'accesso ai ruoli: una delle deleghe, che entro il prossimo anno e mezzo dovrà essere legge, riguarda il nuovo percorso formativo per diventare docente di scuola secondaria. La legge definisce l'introduzione di un sistema  unitario e coordinato che comprenda sia la formazione iniziale dei docenti sia le procedure per l'accesso alla professione, ed in particolare "la formazione dei docenti sarà affidata alle Università o alle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica e alle  Istituzioni scolastiche statali, con una chiara distinzione dei rispettivi ruoli e competenze in un quadro di collaborazione strutturata". Un cambiamento epocale che finalmente riconosce alle scuole la competenza nella formazione degli insegnanti.

Nella riforma della scuola c'è il superamento degli attuali Tfa. Infatti mentre adesso per partecipare ad un concorso a cattedra bisogna prima conseguire, attraverso i tirocini formativi attivi, una abilitazione all'insegnamento, con la riforma della Buona Scuola tutto cambierà. Fatta eccezione per il concorso a cattedra 2016, che seguirà le vecchie regole, in futuro si potrà partecipare ai concorsi a cattedra, su base nazionale, con un diploma di laurea magistrale o di un diploma accademico di secondo livello per le discipline artistiche e  musicali, coerente con la classe disciplinare di concorso.

I vincitori del concorso inizieranno quindi una fase di tirocinio formativo di durata triennale e saranno inquadrati con contratto a tempo determinato percependo uno stipendio ridotto rispetto ai docenti di ruolo. Nel primo anno di contratto a tempo determinato conseguiranno un diploma di specializzazione per l'insegnamento secondario al  termine di un corso annuale istituito dalle università, anche in convenzione con istituzioni scolastiche o loro  reti. In seguito tali docenti faranno un anno di tirocinio nelle scuole, dove potranno apprendere il funzionamento delle attività didattiche e collegiali. In caso di esito positivo della valutazione del periodo di tirocinio il tutto si concluderà con la sottoscrizione del  contratto di lavoro a tempo indeterminato.



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