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SCUOLA/ "Giovane, hai paura"? Addio al Tfa, ecco la nuova sfida

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Quindi la legge 107/2015 consentirà a tutti i laureati di partecipare al concorso a cattedra, e solo ai vincitori di conseguire il titolo di specializzazione per l'insegnamento. 

Bisognerà attendere cosa verrà scritto nella delega, ma se la linea conduttrice è questa, si tratta sicuramente di un miglioramento nel sistema di reclutamento dei docenti.

Una prospettiva interessante per i futuri laureati che dovranno assumere la consapevolezza che l'eventuale superamento del selettivo concorso di ingresso in un corso abilitante apre orizzonti certi, il cui percorso successivo dipenderà solo dalle qualità e dall'impegno personale. Ma soprattutto quando saranno assunti potranno avere nuovi stimoli e ulteriori prospettive di sviluppo professionale.

Un passo avanti anche rispetto ai cosiddetti "fallimenti educativi" di cui parla Umberto Galimberti nel suo ultimo libro Giovane, hai paura. L'autore ritiene che nel caso degli insegnanti i concorsi non siano sufficienti per selezionarli, perché "misurano soltanto la loro cultura e non la presa emotiva". A suo giudizio l'insegnante deve avere "grande capacità di comunicazione e di fascinazione" e deve essere capace di "comunicare e prendere i ragazzi là dove sono, su base emotiva e sentimentale", altrimenti non può fare l'insegnante.

Ritornano le capacità personali e relazionali degli insegnanti professionisti che solo nella scuola dell'autonomia potranno nascere e crescere alimentando il sogno e le motivazioni delle giovani generazioni.



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