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SCUOLA/ Il patto con le imprese? Ha bisogno di docenti "imprenditori"

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Sì, perché in un intreccio che pare inestricabile, ma che come detto corrisponde ad un preciso orientamento educativo, l'esigenza di riqualificare i giovani usciti dai percorsi di istruzione (Neet) si congiunge alla necessità di innovare anche i percorsi formali di formazione. Il Piano Nazionale Scuola Digitale, appena varato dal Miur, dopo anni di dibattiti, fa appunto riferimento a forme di autoapprendimento e autoimprenditorialità da avviare, affinché "i giovani possano costruire nuovi percorsi di vita e lavoro, fondati su uno spirito pro-attivo, flessibile ai cambiamenti del mercato del lavoro". 

Le nuove prospettive che si affacciano, cariche di indubbio interesse, se pensiamo che i giovani già sono immersi in ambienti virtuali e digitali, dovranno comunque fare i conti con esperienze e buone pratiche che già esistono nel panorama della cultura dell'alternanza scuola-lavoro del nostro Paese. Tra ristoranti didattici, simulazioni d'impresa e offerte di "training center" da parte delle imprese, non mancano punti di eccellenza che dovranno essere valutati e valorizzati dai diretti responsabili dei percorsi formativi dei giovani, gli insegnanti, come un'opportunità per la crescita complessiva delle persone che sono loro affidate. E gli insegnanti senza timori per le occasioni che si affacciano dovranno radicarsi in una storia che insegna che il lavoro non è né una maledizione né una punizione. All'insegnante spetta il gravoso compito di rendere l'introduzione al lavoro non una delega in bianco all'impresa, né una acquiescenza a modelli uniformanti ma una sfida educativa.  



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COMMENTI
10/11/2015 - Ma di che parliamo? (Franco Labella)

Impresa, imprenditore, azienda, contratto di lavoro, agenzia per il lavoro, carta dei diritti e dei doveri, simulazione di impresa,delega... Mi fermo qui perchè intendo lasciare lo spazio a Foschi per un'ampia risposta. La domanda: ai termini di cui sopra quale è il docente dei Licei (escluso ovviamente quello economico-sociale) che potrà fornire allo studente risposte, definizioni, coordinate? Se me lo indica sarò lieto di convenire con lui che la "Buona scuola" apre al lavoro e fornisce gli strumenti agli studenti per orientarsi. Qualche anno fa la mia scuola discusse di avviare a degli incontri che avevano come oggetto le tecniche di marketing studenti del linguistico nuovo ordinamento Gelmini. Alla mia timida domanda se per il curricolo seguito (che non prevedeva le discipline giuridico-economiche) i nostri studenti potessero mai orientarsi e trarre elementi utili mi fu risposto testualmente che era una esperienza comunque. Il collega Foschi (lo rilevo dalle sue note biografiche) è docente di storia e filosofia. Gli posso chiedere se si sente in grado di svolgere un ruolo di orientamento nel campo specifico della alternanza scuola-lavoro tenendo conto di quanto ha scritto in questo articolo? Grazie per la eventuale risposta.