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SCUOLA/ Che ne sarà della riforma, ora che Agnese ha il posto fisso?

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Foto di gruppo all'Expo. A sinistra Agnese Landini (Infophoto)  Foto di gruppo all'Expo. A sinistra Agnese Landini (Infophoto)

Certo non ha responsabilità la signora Renzi, se il marito, dotato di protagonismo fuori misura, è il vero ministro dell'Istruzione del suo governo;  lui, che ha relegato in secondo piano Stefania Giannini, ha pensato che i veri problemi della scuola dipendessero esclusivamente dalle tematiche relative ai docenti inseriti nelle graduatorie. Eppure la signora, durante le cene a casa, mentre squillava una telefonata dopo l'altra, avrà cercato di far capire al marito che la scuola era anche altro

Sicuro, il posto fisso è importante, le fatiche delle supplenze pesavano, ma c'è dell'altro. Infatti il Renzi sindaco, pronto a fare il balzo a Roma, nei teatri italiani parlava anche di merito, di effettiva autonomia, di parità scolastica, di stipendi da rivalutare, di educazione. Ma si sa come vanno le cose. In politica si fa — anche — ciò che gli altri permettono di fare. E a sinistra se parli di scuola pubblica, di lotta al precariato, di assunzioni ope legis, di diritto alla conoscenza stanno con te. Se invece  predichi il verbo della responsabilità, dell'emergenza educativa, del finanziamento alle scuole paritarie che permette un vero risparmio di risorse, di libertà  di educazione, di qualità della docenza, fai una politica sostenuta dalle "destre" e dalla chiesa, quella cattiva del cardinal Bertone. E così, il Renzi marito ha lasciato il posto al Renzi primo ministro, che ha pensato alla Buona Scuola, come una bella idea che poteva far felici tanti docenti-a-metà. 

Intanto l'altro giorno è riuscito a strappare un bel sorriso alla moglie, che finalmente ha coronato il traguardo di essere docente di ruolo. Ma adesso chi parlerà a Matteo di scuola?

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COMMENTI
12/11/2015 - Questione di stile... (Franco Labella)

Concordo con Castagneto: non sono per nulla interessato ai destini professionali della collega Landini e meno che mai interessato alla ricostruzione del suo ruolo eventuale di Musa ispiratrice della brutta scuola. Anche perchè se lo fosse, la Musa ispiratrice, direi che potrebbe voler essere masochista e preferire una scuola infelice per usare l'ultima categoria "politica" del coniuge. Detto questo, però, vorrei rilevare che si può essere moralisti anche criticando, apparentemente, i moralismi altrui. Per essere piu' chiaro: se sono convinto delle cose che scrivo, un articolo in cui si parla di Agnese Landini nemmeno come pretesto, io non l'avrei proprio scritto. E auguri per il futuro professionale di una collega di cui, sia detto col rispetto dovuto ad una collega sconosciuta ai più, nun ce ne può frega' de meno. Perché sono molto piu' vicine le vicende dei nostri studenti, quelli a cui si attribuiscono nuove etichette che cianciano di "bisogni educativi speciali" ma calpestando, magari, i bisogni educativi normali come quelli di non avere imposta una settimana corta che non vogliono perchè gli rovina la vita. Quella normale, di chi si chiama Assunta e non Agnese. Ma questa è un'altra storia che, magari, potrà essere raccontata chiedendo ospitalità al Sussidiario.