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SCUOLA/ Delitto di Ancona, siamo "pronti" a che i nostri figli diventino assassini?

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I due giovani accusati della strage, Antonio Tagliata e la fidanzata minorenne (Immagine dal web)  I due giovani accusati della strage, Antonio Tagliata e la fidanzata minorenne (Immagine dal web)

E' irresistibile la tentazione di rifiutare l'accaduto come qualcosa che in fondo non ci interessa, ridurlo a qualcosa di esterno, che riguarda "loro", che riguarda quegli efferati assassini, ragazzi senza speranza, o al massimo riguarda i loro genitori, troppo duri e irreprensibili. Senza renderci conto che, se anche ognuno nella propria barricata, in fondo ci troviamo tutti nello stesso angusto recinto.

Ma quegli efferati assassini, questa volta, sono proprio i nostri ragazzi. Martina andava a scuola tutti i giorni, senza mai saltare un'ora di lezione all'Iis Vanvitelli Stracca Angelini. Sedeva affianco ai nostri figli, faceva ginnastica insieme a loro, prendeva l'autobus, tornava a casa, andava al cinema e sognava una famiglia. Il vuoto di Antonio e Martina è il nostro vuoto. Il peccato di Antonio e Martina è il nostro peccato. Dice il testo di una canzone: "non è morto il male nel mondo e noi tutti lo possiamo fare, non è difficile essere come loro". Si riferiva ai criminali dei campi di sterminio di Auschwitz, penso che ripeterebbe oggi le stesse parole.

E' questa la nostra tentazione, quella di chiudere la partita, di circuire l'ignoto, di bloccare l'imponderabile prima che venga a bussare alle porte della nostra vita borghese, chiedendoci che cosa speriamo, chiedendoci cosa salva il rapporto con i nostri genitori, con i nostri figli; chiedendoci su che cosa abbiamo fondato il breve tempo che ci è concesso su questa terra.

Ma se vogliamo vivere da uomini, se vogliamo che quei corpi non siano caduti invano, se vogliamo nutrire la speranza che ci sia un destino buono anche per la gioventù irrimediabilmente spezzata di quei due ragazzi, non possiamo perdere l'occasione di lasciarci interrogare fino al midollo dalla crudezza dello strazio che ha investito queste due famiglie.

Non possiamo perdere l'occasione di chiederci che cosa può salvarci e metterci nelle condizioni di stare di fronte all'incomprensibilità del dolore e della tragedia di tutti noi.



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