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SCUOLA/ Esame di stato, metodi e "scorciatoie" per fare (bene) la tesina

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I docenti valutatori, notano gli autori, sono interessati non tanto ai prodotti della ricerca, quanto ai processi a essa sottesi (cfr. p. 10). Ecco come, con un registro linguistico efficace, diretto e accattivante, il testo lo illustra al lettore-studente: "Chi esaminerà ciò che presenti non sarà tanto interessato al punto di arrivo del tuo percorso. Sì, hai letto bene. Infatti quello che davvero conta, tieniti forte, non è la tesina, ma il tuo percorso per produrla. Non cerchiamo di dire le cose in modo paradossale per impressionarti, è che è proprio così". 

Il linguaggio, è dialogico, del tutto informale e, proprio per questo, maggiormente incisivo. L'informalità del dire non tragga in inganno: gli autori, in realtà, sono decisamente attenti alla forma, ma nella misura in cui essa manifesta la sostanza. La parte relativa alle citazioni bibliografiche (pp. 74-81), ad esempio, è svolta con la massima attenzione per la forma e potrebbe essere uno strumento utile non soltanto per la tesina di maturità, ma potrebbe anche fungere da prontuario per la bibliografia di una tesi di laurea o per un lavoro di ricerca. Più in dettaglio, si può trovare la spiegazione delle differenze tra il sistema citazionale classico e il sistema Harvard per libri, monografie, saggi all'interno di volumi collettanei, articoli pubblicati in riviste scientifiche, articoli di quotidiano o periodico, testi da siti web, testi citati in precedenza, testi aventi due o più autori ed e-book; si può trovare poi un ricco elenco di abbreviazioni e locuzioni utili per le note a piè di pagina (con le differenze, ad esempio, tra ibidem, idem ed ivi, tra vd. e cfr., ecc., cfr. pp. 87-88), oppure un prontuario di locuzioni e abbreviazioni in inglese (e.g., i.e., eds., ecc., p. 88). 

Molto valide risultano essere anche le pagine dedicate alle "dritte formali", tese a favorire l'eliminazione di una serie di errori spesso presenti nei testi (non soltanto nelle tesine di maturità, purtroppo, come viene ricordato considerando le lamentele dei docenti universitari relatori di tesi di laurea, cfr. p. 8). Il presente volumetto, quindi, può costituire un utile strumento anche per il prosieguo della carriera dello studente.

A proposito di pagine contenenti "dritte", questo libro presenta strumenti rapidamente reperibili: sono indicati in verde nell'indice. Si recuperano così con facilità le strategie per affrontare le varie "sfide" che si presenteranno al maturando-giovane ricercatore: si parte dai segreti di Google (o di altri famosi motori) da apprendere in modo che le ricerche possano essere davvero fruttuose e rapide, valide e non dispersive, per passare poi a liste di errori comuni da evitare e "cose da non confondere". Vi sono due testi dedicati a simulare il colloqui d'esame, mostrandone tra le righe alcuni risvolti psicologici e soffermandosi a evidenziare alcuni pericoli da evitare da un punto di vista tecnico: i maturandi potranno imparare, in una "catarsi" aristotelica, cosa non va fatto.



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