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SCUOLA/ Assunzioni, la "fregatura" del potenziamento tappabuchi

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Insomma gli esclusi della prima tornata saranno inclusi nell'infornata di novembre, ma tra costoro prevalgono  alcune classi di concorso che da sempre sono state in esubero. Uno studio del sito Professionisti della Scuola ha messo in evidenza che la classe A019 (diritto) è in assoluto la più gettonata con 4.297 posti su tutto il territorio nazionale, seguita dalla A346 (inglese) con 2.297 posti, e poi A032 (educazione musicale) 1.903 posti, A028 (educazione artistica) 1.631, A017 (economia) 1.368, A037 (filosofia) 1.309, A345 (inglese alle medie) con 1.306 posti. 

La comparazione dei posti mette dunque in evidenza che il potenziamento si può fare solo con docenti di diritto, musica, inglese ed educazione artistica, mentre è molto carente la presenza di docenti di matematica e italiano. A Milano ad esempio tutte le cattedre di matematica del primo e secondo ciclo sono 158 e sono solo 10 i docenti di lettere negli istituti tecnici (A050) su un totale di 3.250 posti disponibili, mentre arrivano a ben 183 solo quelli delle discipline giuridiche ed economiche (A019). A Roma la situazione è ancor più paradossale. Per diritto le cattedre sono 279, educazione musicale 116 e artistica 179, lettere ai tecnologici solo 20, mentre per  matematica i posti sono 195, su un totale di 3.859. 

Sbirciando poi nelle altre province, si vedono alcune particolarità. A La Spezia ad esempio per un organico complessivo di 212 docenti, 7 sono di pianoforte (per raffronto a Roma sono 11 e Milano 14) e 43 di diritto i quali ammontano a 47 ad Avellino e 67 a Cosenza. 

Insomma, dati alla mano il potenziamento sembra partire con il piede sbagliato, e se lo guardiamo da un altro punto di visto potremmo anche ribattezzarlo piano di restauro della docenza. Infatti provare a riordinare una situazione dei precari che si è complicata nel tempo sembra un'impresa titanica e i dirigenti scolastici spesso hanno fatto richiesta di docenti aggiuntivi non per migliorare l'offerta formativa, ma per tappare le falle del carrozzone scuola. E noto infatti che in ruolo ci sono molti prof (pare che siano oltre il 5% del totale, anche se non esistono studi specifici) che nel tempo hanno perso le qualità personali (fisiche o psichiche) per stare in classe. Una volta venivano messi in biblioteca, ma da qualche anno sono in cattedra e la logica del dipendente pubblico inamovibile li ha sempre fatti arruolare tra i docenti, a discapito degli studenti. Ebbene è molto probabile che questi docenti vengano sostituiti in modo discreto dai nuovi arrivati, realizzando un turn-over impensabile sino a qualche anno fa. Nel cosiddetto piano di restauro, pare che siano compresi anche i collaboratori del dirigente. Infatti i tagli perpetrati dalle Gelmini avevano ridotto al minimo le esenzioni dalla docenza, per cui tutti i vicepresidi (eccetto le scuole più grandi) erano tornati ad insegnare. Ora pare che il nuovo organico, non più coniato al millimetro, permetterà di avere degli staff della dirigenza meno risicati e più liberi di organizzare le mille attività di una scuola.  



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COMMENTI
02/11/2015 - Commento (Marco Pippione)

Ringrazio per l'articolo, molto chiaro e difficilmente contestabile nella sua oggettività. Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire le cose come stanno! Come si fa a continuare a parlare (come fanno PD e NCD) di "Buona scuola" quando la preoccupazione fondamentale è stata di natura occupazionale (legittima, ma altro è pensare alla scuola partendo non dall'occupazione dei docenti statali, più o meno precari, ma da un'idea di scuola che metta al centro gli studenti e le loro famiglie, il bisogno educativo e la necessità di apprendere). Non è certo una riforma "epocale" né organica quella che considera solo la scuola statale, che vuole migliorare solo la scuola statale (con l'organico aggiuntivo formato con parte dei docenti sino a ieri in servizio presso le paritarie!), che dà 500 euro ai soli docenti di ruolo statali, che finanzia solo le scuole statali per attività rese obbligatorie anche per le paritarie (dal CLIL, all'alternanza scuola-lavoro ecc.). La legge 107 ha reso evidente la contraddizione di uno Stato che detta le leggi per tutti, ma poi legifera a favore delle sue scuole, favorendole in modo scandaloso (ed è altrettanto scandaloso che pochi abbiano l'onestà intellettuale di ammetterlo ed il fegato di dirlo). Propongo di fare avere questo articolo all'on. Toccafondi e ad altri politici, sensibili o con ruoli istituzionali. Da parte mia lo diffonderò sicuramente. Grazie ancora e buon lavoro. Marco Pippione preside Liceo paritario "S. Monte