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SCUOLA/ Un'alternativa alla finzione del 6 "politico"

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Favorevoli e contrari alla ripetenza annuale si sono scontrati per decenni. Ma la promozione generalizzata ha assolutamente vinto nella pratica pur non essendo stata imposta giuridicamente. 

In Francia la tensione tra mete didattiche, dinamiche relazionali e ripetenze viene risolta dando agli insegnanti il potere di valutazione ma ai genitori il potere di veto sulla bocciatura.

Da noi la via per combinare positivamente la tensione didattica e la crescita armoniosa coi pari età non è stata ancora trovata. Sappiamo però che le pluriripetenze sono catastrofiche e quindi anche l'utilizzo (a volte utile) di una singola ripetenza nei primi otto anni di scuola del singolo alunno non muterebbe la gigantesca eterogeneità nella composizione delle classi. 

Qualcuno propone di eliminare l'ansia della vita di classe… eliminando le classi. Ciò con percorsi totalmente personalizzati di apprendimento e dinamiche di scuola basate sui laboratori fissi e la circolazione libera degli alunni. Mi sembra una soluzione illusoria, non solo per l'impreparazione del nostro sistema scolastico a realizzarla ma anche perché, a mio parere, l'appartenenza ad un gruppo-classe ben definito ed alle sue dinamiche umanissime ha un forte valore di riferimento sia per gli alunni singoli che per i docenti nella configurazione dei piani di lavoro concreti. 

Certo un giorno le prove nazionali o planetarie sapranno fornire chiaramente, per tutti, standard adeguati, condivisi, e strumenti di lavoro e di verifica opportuni. Certo, ma quando? E nel frattempo? Anche la polemica con i no Tav un giorno cesserà con la scomparsa geologica assolutamente certa delle Alpi!

Forse nei rami più alti dell'istruzione secondaria la totale personalizzazione potrebbe funzionare, ma fino almeno alla seconda media credo di no. Per riorganizzare quindi i primi sette-otto anni di vita scolastica del giovane si potrebbero fare, senza bisogno dell'ennesima rivoluzione, alcune cose che diano stabilità e buon dinamismo insieme.

La prima cosa da fare sarebbe una definizione realistica e facilmente realizzabile del curricolo essenziale. A mio parere nella scuola primaria dovrebbe riguardare al massimo 20 ore settimanali ma potrebbero andare bene anche 15, cioè tre ore al giorno per cinque mattine della settimana. Nei pomeriggi si dovrebbero poi svolgere massicciamente attività di recupero mirato ed attività opzionali.

Inoltre alla finzione del 6 votato a maggioranza per garantire la promozione si dovrebbe sostituire la non finzione della promozione con voti reali in pagella, anche "insufficienti".

La separazione della promozione dal voto e la trasparenza scritta in pagella sul voto reale attiverebbe la necessaria tensione didattica sia negli alunni e nelle famiglie, che nei docenti e nella scuola.

Il miglioramento dei livelli cognitivi reali avrebbe allora un significato chiaro e stimolante  per tutti.



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COMMENTI
22/11/2015 - SI COMINCIA A RAGIONARE! (Vincenzo Pascuzzi)

SI COMINCIA A RAGIONARE! AMARCORD: 1) Voti veri e abolire le bocciature (2005) - http://www.orizzontescuola.it/news/amarcord-voti-veri-e-abolire-le-bocciature-2005 2) La “buona scuola” e l’abolizione delle bocciature - https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2014/12/01/vivalascuola-185/ 3) Continuare a riformare la scuola: ripensare consigli di classe e bocciature - http://www.imille.org/2015/11/continuare-riformare-la-scuola-ripensare-consigli-di-classe-bocciature/

 
22/11/2015 - Qualche dettaglio.. (Franco Labella)

Premessa non inutile visto l'apparente scarso piacere di alcuni autori ad essere seguiti e commentati con continuità: anche Bianchini, come Magni e qualcun altro, è uno degli autori che seguo sempre e che mi induce a riflessione e commento. Stavolta devo riconoscere a Bianchini di aver scritto un articolo nel quale, mediamente, ci si può riconoscere e sul quale, a grandi linee, si può convenire. Per esempio tutta la parte di analisi del comportamento sotto il profilo didattico degli studenti è una radiografia condivisibile in uno con l'ovvia conseguenza (che però Bianchini stesso smentisce nella sua proposta su cinque giorni) che la settimana corta (sia pure riorganizzata) non è una scelta, a mio parere, coerente. Bianchini centra la sua attenzione su un segmento (la scuola media) che non è quella in cui opero e perciò posso intervenire solo su un aspetto tanto comune quando non discusso anche per il segmento superiore. Dunque tagliamo ed essenzializziamo scrive Bianchini: poi, però, cala la nebbia padana. Da cosa è composto il nuovo menu? E, soprattutto, finalizzato a cosa? Su questo Bianchini non dirada per nulla, manco a spanne, la nebbia in Val Padana. Cosa vorrebbe gli studenti (medi ed aggiungo io pure superiori) studiassero nella nuova scuola bianchiniana?Almeno a grandi linee sarebbe utile saperlo perchè se no ritorniamo ai tagli... Penso di avergli fornito lo spunto 2 o 3 nuovi articoli. Stavolta, perciò, non potrà che esprimere gratitudine. O no?