BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Clil, per parlare (e scrivere) di balene bisogna prima averle viste

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Casa di Herman Melville (Foto dal web)  Casa di Herman Melville (Foto dal web)

Dopo circa dieci anni di dedicated commitment to the communicative approach (correva l'anno 2000 circa) mi ricordo con grande chiarezza che constatai che "i ragazzi imparano sempre meno", e certo non si lesinava su oral communicationfour skillsmock tests, ed anche text analysis della letteratura. La lingua veniva costruita pezzo pezzo, esercitata pezzo pezzo, si faceva tutto l'apparato didattico necessario alla comprensione di testi, mettendoci anche un po' di sana passione personale, eppure niente. Lingua e contenuto da studiare erano due rette divergenti che si incrociavano da sole nelle menti e nelle bocche degli studenti più predisposti, più "bravi", cioè quelli a cui tutto riesce e nei quali il percorso didattico ha meno peso. Ma tirar su la classe media, che partecipasse dell'esperienza di unità conoscitiva ed espressiva degli altri, era sempre più difficile. Che fare?

La risposta fu di riconsiderare i percorsi metodologici da sempre praticati, sostanzialmente alla caccia di una possibile soluzione che "mettesse assieme" lingua e contenuto; l'aggettivo che più desta problemi nel Clil, integrated, mi apparve come un indicatore da verificare. 

Marsh spiega integrated come un dual focus:

1. L'apprendimento linguistico è incluso in content classes (lezioni disciplinari) e le  informazioni sono riorganizzate in modo da facilitare la comprensione.

2. Quanto appreso nelle discipline è utilizzato nelle classi di lingua. 

Il primo punto era quanto da docente di communicative approach, che lavora sulle skills (e rischiava pertanto di lavorare su content quasi vuoti, ininfluenti e quindi su pure astrazioni funzionali che, una volta abbandonato ristorante e prenotazione voli, per fare un esempio, non avevano presa sugli studenti) valutai essere interessante ipotesi di lavoro per rivisitare le classi di lingua stesse. Il secondo era quanto, in maniera esemplificativa, accadeva in parte nel percorso letterario, ma appunto in modo insoddisfacente.

L'esperienza di familiarizzazione con la metodologia Clil partì quindi nel mio caso dalla necessità di trovare una risposta nuova ad un problema che mi si presentava in forma nuova. La riflessione sul Clil iniziò da lì, libera da preconcetti.

E ne scopri delle belle, e delle brutte.

(1- continua)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.