BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Il diritto di apprendere? I guai (e la soluzione) di uno scontro tutto "all'italiana"

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Dati e tabelle mostrano quindi tutto lo squilibrio di un sistema educativo enormemente sbilanciato nei confronti della sola scuola di Stato. Nel 2014, ad esempio il Miur ha stanziato per tutto il sistema di istruzione la cifra di 40.324 milioni di euro di cui solo 494 spesi per l'istruzione non statale. Viene poi affrontata la spesa per singolo studente e la differenza è qui ancora più evidente: le risorse destinate a un bambino della scuola dell'infanzia statale dallo Stato sono pari a 6.355,33 euro, per uno della paritaria a 540,19 euro. Il paragone che viene fatto con i sistemi educativi europei è sconfortante, con esempi nei quali lo Stato garantisce alle paritarie l'80% dei costi annuali (Belgio, Germania, Paesi Bassi, Slovenia, Svezia per dirne alcuni). In Italia è del 40%, superiore solo alla Grecia con il 20%. E' una discriminazione: la famiglia, si legge, "dopo aver pagato le tasse come tutti gli altri cittadini paga una seconda volta con la retta della paritaria".

A questo punto gli autori fanno la loro proposta per "superare la più grave ingiustizia italiana che sta facendo implodere il Sistema nazionale di istruzione": l'individuazione del costo standard per studente, con cui finanziare tutte le scuole pubbliche, statali e paritarie, accompagnandole "verso la riqualificazione delle risorse e l'acquisizione di competenze di riorganizzazione amministrativa prima e gestionale poi, per rendere sostenibile la buona scuola di qualità ma senza sprechi".

Il "costo standard di sostenibilità per allievo" viene definito come "il costo che una struttura scolastica statale o paritaria sosterrebbe (per ciascuno studente e complessivamente) qualora essa operasse secondo determinate condizioni di qualità, efficacia ed efficienza, inclusione e sostenibilità economica dei processi". Tutta la seconda parte del volume consta nell'individuazione delle linee guida per la costruzione dei costi standard per tutti i livelli della scuola dell'obbligo (dalla scuola d'infanzia alla secondaria di secondo grado) calcolati sulla base di un campione di sedici scuole italiane paritarie di diverso grado analizzate sotto il profilo dei processi didattici, del modello di gestione adottato e dei conti di bilancio e su un campione di cinque scuole statali di cui sono stati analizzati i bilanci.

Quanto tali calcoli possano costituire utili indicatori per orientare esperienze educativo-formative di studenti per forza di cose estremamente differenziate, è oggetto di dibattito, così come lo è il come calcolare il costo standard e come utilizzarlo.

Il volume di Alfieri-Grumo-Parola, però, oltre al grande pregio di emancipare il dibattito dal livello ideologico che lo vede impantanato da troppo tempo, ha quello di iniziare a porre un parametro di riferimento sui costi, utile come punto di partenza per ulteriori lavori di comparazione in un sistema che — non dimentichiamolo — non si è mai dato nemmeno gli strumenti per analizzare in modo completo quanto, dove e come spende le risorse pubbliche affidategli. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >