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SCUOLA/ Se non insegna nemmeno a vendere un'auto usata

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Questa è una storia vera.

Io ne sono uno dei protagonisti mentre l'altro resterà nascosto dietro un nome di fantasia per ovvie ragioni di privacy.

Tutto il resto (località, situazione, spezzoni di conversazione ed sm) è assolutamente autentico e non mimetizzato.

Chi ha avuto la ventura di leggere quello che vado scrivendo, ormai da un decennio, relativamente alla necessità prima di non eliminarlo e poi, dopo il riordino Gelmini, di reinserire nelle scuole superiori lo studio del diritto potrebbe pensare all'ennesimo dei sin qui infruttuosi tentativi di "inventarmene" un'altra per la nobile causa. Eppure dove non è arrivato il video di "Tornami in mente" è arrivata la realtà.

Ahimè, la fatica di inventare mi è stata risparmiata e la vicenda si è conclusa il 1° novembre 2015 a Venosa (Potenza) dopo quasi 12 ore di "dialogo" (tra sordi) prima de visu e poi attraverso sms.

Io ho necessità di comprare un'auto usata per rottamare la mia gloriosa Palio di 15 anni e 270mila km. Sono in caccia da tempo ed ho utilizzato i potenti mezzi di Internet per entrare in contatto col potenziale venditore, lo chiamerò "Arcangelo", che mi dice di essere un  giovane operaio di una multinazionale presente in Basilicata. Arcangelo vive a Venosa, per il lavoro che fa non è un "analfabeta" ed utilizza benissimo tutto l'armamentario internettiano, da Facebook ad Autoscout24. Ha usato nell'annuncio la parola "permuta" ed io immaginavo, solo per quello, che poiché la multinazionale ha assunto ultimamente addirittura laureati da impiegare nelle isole di produzione (la vecchia catena di montaggio di chapliniana memoria) la trattativa avrebbe avuto come unico scoglio il prezzo. Usa la parola "team leader" e non caporeparto quando mi fa presente che per rivederci deve spostare un turno di lavoro e chiederà l'autorizzazione.

Non avevo considerato, però, Renzi e avevo dimenticato Gelmini. Cosa c'entrino loro sarà più chiaro proseguendo nella lettura.

Dunque il prezzo: ci siamo accordati in tempi rapidi per 8.000 euro. Il seguito, invece, è stata una tragedia, oserei dire una tragedia culturale. Concordato il prezzo ora ci dobbiamo accordare sulle modalità di conclusione del contratto.

Alla parola "notaio", Arcangelo va già in tilt.

— Notaio? E mica dobbiamo vendere una casa.

Aiuto, possibile che l'ipertecnologico operaio specializzato nella costruzione di "case" con quattro ruote non sappia che quelle e le altre, quelle senza ruote, sono beni per cui bisogna andare da un notaio?

Eppure la nozione è nota ai pochi studenti che mi sono rimasti, questa cosa la imparano in prima superiore. Optiamo allora per un più neutro "sportello dell'automobilista" dove, però, Arcangelo ignora che valgono le stesse regole. Siccome la firma dell'atto non è possibile nei miei desiderati tempi rapidi la dilazioniamo epperò devo versare un anticipo.



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