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SCUOLA/ Paritarie, è stato bello

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Fasi A e B concluse, alternanza scuola-lavoro e stage che s'hanno da fare, così come il temuto comitato di valutazione interna, bonus del docente arrivato a chi di diritto con l'ultimo cedolino, fase C in febbrile (si dice) lavorazione nelle mani dei funzionari del Miur, insomma la Buona Scuola avanza e travolge tutto e tutti con l'onda lunga del cambiamento. 

Di certo l'onda rischia di travolgere un pezzo di scuola italiana che ne fa spuriamente parte: quella paritaria, che sta subendo da sempre la parità solo giuridica (rubando un motto alla storia, no education without parents' money) e l'agguerrita e legittima competizione delle scuole statali, anch'esse alle prese con l'emorragia delle iscrizioni, ma per evitare la perdita di cattedre e la migrazione verso sedi meno gradite e non certo la perdita del posto di lavoro, con conseguenti affastellarsi di progetti, siano essi Ptof-oriented (cioè ideati nel nuovo Piano triennale dell'offerta formativa) o pre-esistenti all'onda renziana della Buona Scuola. 

A tutto questo si aggiungerà l'onda (che potrebbe essere travolgente) dell'ultima fase delle immissioni per il personale del potenziamento, previsto per circa 55mila unità e, si giura, non solo per le supplenze, ma per una progettualità effettiva delle scuole a partire da quanto da esse indicato. Una bufala? Lo dirà la storia.

Tralasciando il problema dello scollamento fra domanda (le scuole e i loro progetti) e offerta (chi è in graduatoria con la sua classe di concorso ed afferenza a una determinata area di potenziamento) nella scuola statale, mi sembra utile sottolineare che il modello progettuale e una conseguente forte qualifica del Pof sono caratteristiche che la buona scuola paritaria hanno a mio parere sempre avuto, perché si tratta di un'impresa. 

Educativa, certo, estremamente sui generis come impresa, in cui il "mercato" è anche l'ansia e la preoccupazione di noi genitori verso i figli, il desiderio (sopito spesso sotto anni di inedia e solitudine) di qualcosa di bello e vero in classe da parte degli studenti, la necessità di una governance oculata da parte degli amministratori dove invece della legge del profitto o spending review (a seconda dei tempi e dei luoghi) si attui la legge dell'investimento e rinnovamento continuo, ed infine la condizione del docente, come, ma forse un po' più di altri, funambolo fra vocazione e remunerazione. Ma l'anima di una paritaria sta tutta in un Pof o Ptof più ricco, più articolato di quello di una statale? Occorre anche tener conto del  fatto che per la scuola statale reti e progetti piovono a bizzeffe, se paragonate al centellinare delle risorse spesso incerte di molte scuole paritarie  di piccole dimensioni e spesso solo formalmente solidali in varie associazioni, ma in realtà lasciate alle proprie limitate risorse sia umane che finanziarie. 



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COMMENTI
03/11/2015 - Ancora con questa balla di Gramsci... (Franco Labella)

Anche stavolta Cerofolini ripropone questa solenne balla di Gramsci... Ma non si rende conto che con pseudoargomentazioni come questa non reca gran giovamento alla causa difesa con ben altro spessore dalla Ballabio? E comunque per chi voglia soffermarsi sulla "utilizzabilità" di Gramsci consiglio la lettura di Tullio De Mauro (ex ministro della allora Pubblica Istruzione) che spiega perchè Gramsci si rivolterebbe sì nella tomba ma per Cerofolini:http://www.internazionale.it/opinione/tullio-de-mauro/2015/03/09/la-ridicola-appropriazione-indebita-di-gramsci-don-milani-montessori

 
03/11/2015 - Estinzione paritarie Bottai contento Gramsci no (Carlo Cerofolini)

Solo con un sostanzioso bonus scuola – pari all’80% del costo medio degli allievi nelle scuole paritarie statali – da dare alle famiglie, per rispettare l’art. 33 della Costituzione, che spenderanno liberamente nelle scuole paritarie statali e non statali, si potrà evitare l’estinzione delle paritarie non statali. In difetto di ciò la loro fine sarà pressoché inevitabile e quest’eventualità sicuramente renderebbe contento il fu ministro dell’educazione fascista Bottai, che prevedeva che si sarebbe andati verso una scuola unica e di stato, mentre farebbe rivoltare nella tomba Gramsci in quanto riteneva che avere una scuola unica e di stato sarebbe stato un pericolo per la democrazia.

 
03/11/2015 - W Berlinguer (nicola mastronardi)

Non ci sarà mai libertà di scelta senza la parità economica. La parità giuridica, senza la parità economica è e resta un inganno.

 
03/11/2015 - Parità reale (Luigi PATRINI)

La parità vera nel campo scolastico è solo ed esclusivamente quella che comporta vera parità di costi per l'utente. Ma dove sono i parlamentari cattolici? Non se lo ricordano mai che la "libertà di educazione" è una delle fondamentali "questioni non negoziabili"? Già, ma se non lo sanno i cattolici, come fanno a saperlo anche coloro che hanno l'onore e l'onere di rappresentarli nelle istituzioni?

 
03/11/2015 - E' il mercato, bellezza... (Franco Labella)

Non vorrei sembrare lapidario e liquidare la complessità del ragionamento della Ballabio con una battuta ma non mi sfugge che l'aver rivendicato, come ha fatto l'autrice, per la scuola paritaria il carattere di impresa, sia pure culturale, limita grandemente l'orizzonte. E' il mercato, bellezza... Come ho già avuto modo di scrivere proprio qui sul Sussidiario nonostante la confusione culturale indotta anche dai Renzi, non è possibile essere, contemporaneamente, liberisti e keynesiani.