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SCUOLA/ Sei uno studente bravo? In Italia insegnare non fa per te

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Quantità o qualità? E' una delle questioni mai risolte che si ripresenta periodicamente nei più diversi ambiti della vita quotidiana. Nella scuola, anzi nella "Buona Scuola", parrebbe che la scelta sia caduta sulla quantità: tanti insegnanti in più, non necessariamente quelli di cui la scuola dichiara di avere bisogno, et voilà!, il gioco è fatto. Il più recente Focus di approfondimento sui dati Pisa (siamo arrivati al numero 58) è dedicato agli insegnanti, ed esordisce rilevando che molti paesi, in varie parti del mondo, non riescono a trovare buoni insegnanti, e si ingegnano a trovare il modo di attirare nella scuola i laureati migliori. Che in Italia manchino i candidati a insegnare farebbe sorridere, se si pensa alle code di precari disposti a tutto per una supplenza in val Taleggio o in un paesino dei monti Nebrodi, se non che Ocse precisa "mancanza di insegnanti di elevata qualità" (il che presuppone — il Cielo ci liberi! — che gli insegnanti vengano valutati). 

Il fatto è, specifica il focus, che la professione insegnante non è attraente: i destinatari di Pisa, ragazzi scolarizzati di quindici anni in più di sessanta paesi, non aspirano affatto ad insegnare. 44 su cento pensano di fare un lavoro professionale, che richiede una laurea (49 in Italia), ma solo cinque dichiarano che vorrebbero insegnare. Il valore medio, in questi casi, non significa molto: Turchia, con il 25%, Indonesia, Corea e Irlanda, con valori oscillanti fra il 12 e il 15%, si collocano nella parte alta della classifica, mentre l'Italia, con poco più dell'1% sta in coda, seguita solo da Ungheria, Germania ed Estonia. Secondo il Focus, il motivo fondamentale di questa scarsa attrattività sta nel fatto che gli insegnanti sono proporzionalmente meno pagati dei coetanei con lo stesso titolo di studio che fanno una diversa professione: in media, il 15% in meno, con soli sei paesi in cui invece guadagnano di più, in testa la Corea con un 30% in più. 

Ora, è possibile che questo sia un motivo reale, ma nei quattro paesi di coda il salario medio degli insegnanti della scuola secondaria inferiore rispetto a quello di un laureato che lavora altrove è del 53% in Ungheria, del  65% in Italia, dell'83% in Estonia e del 96% in Germania… Ho anche forti dubbi che un quindicenne abbia un'idea di quanto guadagni un insegnante in assoluto, al di là di un generico "poco", o rispetto ad un medico o a un ingegnere ("meno") e comunque pensa che gli insegnanti facciano tre mesi di vacanza, prospettiva interessante per un ragazzino/a. Posto che chi guadagna veramente bene sono i calciatori, i cantanti e quelli che lavorano in rete, nella palude indistinta delle altre professioni i ragazzi collocano gli insegnanti in base all'esperienza che ne fanno. Siamo sinceri, chi di noi a quindici anni desiderava diventare come uno dei suoi professori, se non qualcuno dei pochi affascinati da un insegnante che era anche un maestro?  



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