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SCUOLA/ Si può essere "vittime" dell'orientamento in terza media?

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Quindi perché un sondaggio su un tema così importante sia realistico e veritiero bisogna capire che lavoro hanno fatto gli studenti e le studentesse su di sé e con quali criteri affrontano le informazioni che vengono loro date.

Un giovane deve essere aiutato ad avere stima di sé, a scoprire la propria ricchezza, a prendere coscienza delle proprie competenze e dei propri interessi. Armati di questa dote di consapevolezza studenti e studentesse potranno affrontare le informazioni senza la paura di soccombere, perché quando uno sa chi è si muove nella realtà con sicurezza e sa trovare la strada da percorrere. Così l'orientamento diventa un'avventura affascinante, perché con una base solida si possono tentar di sciogliere i nodi della realtà, anche se riuscirci resta sempre difficile.

Con l'orientamento verso la scuola superiore si ha il primo momento di personalizzazione dentro il percorso scolastico; insegnanti e genitori vi collaborano in modo decisivo, perché un ragazzo o una ragazza sanno guardarsi se sono a loro volta guardati per ciò che sono. Così, nell'orientamento si va a verificare il valore che hanno i legami educativi, se incidono nello sguardo che uno o una ha su se stesso e come vi incidono. 

C'è da augurarsi che le scuole si interroghino non solo sulla quantità di informazioni che vengono date ai loro studenti e alle loro studentesse, ma su quale lavoro stanno facendo per aiutarli a valutare le diverse proposte. 



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