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SCUOLA/ Babbo Natale esiste o è (solo) il papà buono che porta i regali?

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La sua invisibilità, pertanto, non ha nulla a che vedere con la sua inesistenza. Semmai, l'invisibilità è proprio da intendersi come la garanzia del suo possibile, eterno manifestarsi, ossia rendersi visibile e conoscibile nei diversi contesti e nei diversi tempi storici, e nelle più variegate forme. Nessuna nostalgia, in ogni caso, né per la filosofia antica e neppure per la semiotica dell'evo medio: ricordo quel che diceva, non più tardi del recente secolo scorso, il poeta Lars Gustaffson: "Immaginiamoci una corda. Facciamoci un nodo su di essa, uno di quei nodi che si possono far scorrere lungo la corda. Quando la nostra corda di canapa è finita, congiungiamo la sua estremità ad una corda di cotone, e continuiamo a far scorrere il nodo lungo la nuova corda. Che cos'è il nodo? Evidentemente non è la corda. Il nodo, in verità, è qualcosa di invisibile. Per renderlo visibile occorre una corda. Nel flusso della vita ci sono di questi nodi. Il poeta fornisce la corda".

L'immagine di Babbo Natale, come una corda, ci fa vedere il nodo dell'amore come dono, ci fa vedere l'esistenza e, nella sua piccola parte, anche una piccola parte del volto di Agape, che di generazione in generazione si manifesta, ad esempio, con l'amore dei genitori per i figli, nelle molteplici dimensioni del dono. Certo, piuttosto che Babbo Natale, l'invenzione-finzione del presepe medievale fatta da san Francesco è un'altra corda che prova a farci vedere quel nodo amoroso con assai più felice chiarezza e precisione. Ciascuno chiuda gli occhi, provi a vedere quel che riesce, ora, e decida il confronto tra i due.

Si intende, perciò, che l'unica prova della non esistenza di Babbo Natale andrà cercata nella non esistenza di amore, o nell'inesistenza del significato di amore che si dona — o se si vuole nella dimostrazione della non esistenza dei nodi — fino all'inesistenza dei gesti che la figura di Babbo Natale compendia. La distorta visibilità dei nodi, ossia la cattiva comprensione dei significati, dipenderà piuttosto dal cattivo uso delle corde, o dell'inappropriata composizione dei "veli", ossia dei segni che si usano per renderli visibili; è nell'inadeguata arte di fingerli, che in latino significa appunto dare forma, che i significati potranno allora essere, invece che rivelati, occultati, e quindi davvero "velati". Tuttavia, senza le finzioni, non si potrebbe mai accedere alla verità delle cose, ai loro significati. Almeno, non per noi uomini. 

Così, dunque, la verità delle cose si rivela nella sua finzione, nei linguaggi che  rappresentano con la materia e le forme tutta la infinita parte della realtà invisibile, tutte le sue infinite possibilità; o con i gesti della storia, che in analogia con le parole, possono mettersi al servizio dei significati, e rivelarli, oppure nasconderli, negarli, occultarli, fino a far credere, anche con i propri gesti nella vita, che Babbo Natale non esiste. 



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COMMENTI
24/12/2015 - articolo di stefano Bertani (claudio de vita)

Complimenti al sempre bravo e profondo S. Bertani che anche in questo articolo ci prende per mano e ci aiuta a ricercare nel nostro animo le risposte che continuamente cerchiamo. Oltre ad esprimersi in modo chiaro, ricercato e... dotto ci invoglia, anzi ci spinge ad approfondire, analizzare ed ampliare le nostre conoscenze! Grazie, sinceramente grazie.