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SCUOLA/ Caro Gesù Bambino, ti scrivo

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Ho visto che le scuole incominciano ad utilizzare gli esiti dei test sia per fornire informazioni alle famiglie, sia per migliorare. E questo vale anche per l'università. E già che ci siamo, un bel potenziamento del sistema informativo, già avviato (diciamo anche quello che di buono si sta facendo) sarebbe sicuramente utile.

Un'altra cosa buona è l'inizio della valorizzazione della formazione tecnico professionale e di ogni forma di collegamento fra formazione e lavoro, coinvolgendo le imprese più attente e le regioni, con l'alternanza, di cui forse non si sono adeguatamente valutate le implicazioni operative: questo potrebbe servire anche a ridurre l'alto numero di studenti che interrompono il percorso di studio senza conseguire un titolo, e a far capire che "successo formativo" non coincide con "voti alti nelle materie scolastiche", ma con possibilità per tutti, in particolare per i più deboli, di conseguire i migliori risultati anche in campi diversi. Sono positivi anche i timidi segnali di crescita degli Its, quell'istruzione di terzo livello non universitaria che negli altri paesi è molto più diffusa e che potrebbe contribuire a rinforzare l'immagine una po' appannata dell'università, suggerendo ai ragazzi di mettersi in gioco su percorsi di qualità non accademici, centrati sull'acquisizione delle competenze, dei saperi operativi. Non considerare, caro Gesù Bambino, un peccato di arroganza la promozione delle eccellenze in tutti i settori, scuola, formazione regionale, università,  accademie e conservatori: è stato san Paolo a dire "omnia probate, quod bonum est tenete". Il problema è che dopo aver sperimentato, magari si tiene il bonum, ma c'è un'estrema riluttanza a buttar via il malum…  

A proposito di minoranze: c'è quasi un milione di ragazzi italiani, la maggior parte bambini, verso cui la scuola non è affatto buona, perché li considera come scolari di serie B, o addirittura del campionato dilettanti, e sono gli alunni delle scuole paritarie a cui vengono riconosciuti molti doveri, e fin qui va bene, ma molti meno diritti, e qui non ci siamo proprio. Tieni presente, caro Gesù Bambino, che un buon numero di questi bambini si è affaccendato per preparare il Presepe e per accoglierti con terrificanti spettacolini natalizi ripresi da orde di nonni e genitori con telefonini e ipad. Non farci caso, non conta l'innovazione tecnologica ma il cuore. Potresti ricambiare con una riverniciatina alla legge 62, che dici? 

Sono stata ormai troppo lunga, e inoltre nei confronti dei molti che sembrano intenzionati a far del male alla scuola sei già intervenuto da grande con la normale amministrazione delle colpe. So che per fortuna sei riuscito a schivare sia i presidi politicamente corretti che i sindaci leghisti, e sei arrivato puntualmente tra noi a mezzanotte. Ci ricorderai che siamo dotati di raziocinio e libertà di decidere: anche se francamente, caro Gesù, nel campo della scuola ne abbiamo fatto così scarso uso…



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COMMENTI
25/12/2015 - Una bella scartavetrata prima della riverniciatina (Vincenzo Pascuzzi)

Luisa Ribolzi scrive a Gesù Bambino: “sono la scuola italiana [1] …. quest’anno sono stata buona, veramente una buona scuola [2] …. assegnare il reclutamento alle scuole e alle reti di scuole [3] …. portare speranza ai valorosi dell’Invalsi e dell’Indire che si battono per tenere a galla due barchette [4] …. una riverniciatina alla legge 62 [5]”. [1] Un po’ esagerata e presuntuosa. Non è mica vero che Luisa Ribolzi rappresenta la scuola italiana! Infatti dove era L.R. il 5 maggio, giorno dello sciopero epocale della scuola pubblica? Allora le adesioni sfiorarono l’80% e il governo era ad un passo dal ritiro del “ddl buona scuola”. Poi i sindacatoni, illusi o ingannati dal governo (se non collusi con esso), mollarono la protesta. [2] Niente affatto! Il 2015, è stato “l’annus horribilis per la scuola pubblica” come scrive Marco Barone. [3] Cioè ai presidi che non avranno più mani legate rispetto a “docenti contrastivi” come si compiace ANP. [4] “due barchette” può andare, ma contro chi si battono Invalsi e Indire? E perché? E quali sarebbero gli atteggiamenti o gli atti di valore? [5] Prima della riverniciatina, diamo anche una bella scartavetrata che elimini vecchia vernice e ruggine sopra l’Art. 33 della Costituzione!

 
25/12/2015 - Caro Gesu' Bambino fai due doni a Luisa Ribolzi (Franco Labella)

Caro Gesu' Bambino, spero di non essere preso per blasfemo ma ti chiedo due cose: la prima, regala un abbonamento al giornale, anche on line, che preferisce a Luisa Ribolzi. Così, quando ha fame, non mangia i sindacalisti (chè in genere sono piuttosto indigesti) ma magari notizie di presidi che ce l'hanno con gli insegnanti contrastivi. Chi sono i docenti contrastivi? Quelli che la pensano diversamente dai presidi e da Luisa Ribolzi che non crede alle liste di proscrizione e alle assunzioni di parenti e conoscenti. Contrastivo non è una parolaccia, caro Gesù, anche perché tu hai predicato la misericordia e non la caccia a quelli che non sono d'accordo con i capiazienda. La seconda cosa che ti chiedo è quasi un miracolo: fa che il prossimo articolo di Luisa Ribolzi sia, per una volta, leggermente critico, ma solo leggermente, con chi mortifica il lavoro degli insegnanti. Ma non perché siamo santi, ma solo perché, almeno a Natale, visto che come dicono le pubblicità siamo tutti più buoni, vorremmo essere considerati almeno un po'. Anche senza il panettone... ma solo con un po' di considerazione. Chiediamo troppo Gesù Bambino? Buon Natale professoressa Ribolzi, di cuore, da parte di un docente, sindacalista indigesto e pure nu' pucarill, come dicono a Napoli, contrastivo.