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SCUOLA/ Caro Gesù Bambino, ti scrivo

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Caro Gesù Bambino, sono la scuola italiana, e in occasione del tuo Santo Natale ho pensato di scriverti una letterina. Come sai, quest'anno sono stata buona, veramente una buona scuola, e quindi penso di poter contare sul Tuo aiuto. Non mi rivolgo al ministro, non solo perché i ministri passano (quello attuale è il trentottesimo a partire dal 1946, il sessantesimo se si contano i ministri nominati più volte) e i problemi restano, ma perché, credimi, sperare nella Divina Provvidenza sembra essere la sola cosa da fare. Provo a esprimere i miei desideri, in ordine sparso (il concetto di priorità mi pare estraneo a larga parte dei decisori politici), e conto su un Tuo interessamento, anche se non posso chiedere un miracolo… 

Gli insegnanti. Mi ero impegnata a non chiedere miracoli, e mi contraddico immediatamente, perché una normale procedura non pare in grado di uscire dallo stallo, e neppure una procedure eccezionale, come quella pensata dal capo del governo, bravo ragazzo che penso faccia ogni anno il Presepe per i suoi figli, e in più ha una moglie insegnante, a cui però l'esperienza passata ha insegnato poco. Anche ammesso che il Tuo intervento miracoloso consenta di risolvere gli aspetti quantitativi riducendo le code e le supplenze, due temi interconnessi, restano pur sempre i nodi della formazione, reclutamento e carriera, che dei miracolati in questione dovrebbero tutelare la qualità. La legge 107, la stessa che asserisce che sono stata buona, prevede un decreto entro diciotto mesi, e auspico che abbatta la burocrazia e gli automatismi, valorizzando l'apporto congiunto di scuola e università e sostituendo il Tfa (Tutto Fa Acqua) con un vero periodo di praticantato, accompagnato da un'adeguata formazione e valorizzazione, anche economica, degli insegnanti tutor. 

Purtroppo non si vuole capire che il solo modo per reclutare insegnanti coerenti con il progetto educativo e con gli impegni presi con famiglie e studenti è quello di assegnare il reclutamento alle scuole e alle reti di scuole. In proposito devo confessare un peccato: ho morsicato un sindacalista che sosteneva che così le scuole recluterebbero solo parenti e amici… E per il momento fermiamoci qui, anche se si potrebbe sperare che si affermi l'idea di avviare dei percorsi di carriera e di premiare gli insegnanti migliori, visto che questa situazione di appiattimento sta creando un po' dappertutto una crescente disaffezione dei laureati migliori verso l'insegnamento, considerato una scelta di ripiego. 

La seconda richiesta concerne la generalizzazione delle procedure di valutazione, e su questo a dire il vero io stessa sto cercando di darmi da fare, ma sono attivamente ostacolata da una parte non piccola dei docenti, e soprattutto dei loro rappresentanti, che tutelando lo status quo non si accorgono che fanno un danno ai ragazzi. Puoi per favore portare speranza ai valorosi dell'Invalsi e dell'Indire che si battono per tenere a galla due barchette in un mare tempestoso (rari nantes in gurgite vasto, direbbe Virgilio ai pochi studenti del classico)? 



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COMMENTI
25/12/2015 - Una bella scartavetrata prima della riverniciatina (Vincenzo Pascuzzi)

Luisa Ribolzi scrive a Gesù Bambino: “sono la scuola italiana [1] …. quest’anno sono stata buona, veramente una buona scuola [2] …. assegnare il reclutamento alle scuole e alle reti di scuole [3] …. portare speranza ai valorosi dell’Invalsi e dell’Indire che si battono per tenere a galla due barchette [4] …. una riverniciatina alla legge 62 [5]”. [1] Un po’ esagerata e presuntuosa. Non è mica vero che Luisa Ribolzi rappresenta la scuola italiana! Infatti dove era L.R. il 5 maggio, giorno dello sciopero epocale della scuola pubblica? Allora le adesioni sfiorarono l’80% e il governo era ad un passo dal ritiro del “ddl buona scuola”. Poi i sindacatoni, illusi o ingannati dal governo (se non collusi con esso), mollarono la protesta. [2] Niente affatto! Il 2015, è stato “l’annus horribilis per la scuola pubblica” come scrive Marco Barone. [3] Cioè ai presidi che non avranno più mani legate rispetto a “docenti contrastivi” come si compiace ANP. [4] “due barchette” può andare, ma contro chi si battono Invalsi e Indire? E perché? E quali sarebbero gli atteggiamenti o gli atti di valore? [5] Prima della riverniciatina, diamo anche una bella scartavetrata che elimini vecchia vernice e ruggine sopra l’Art. 33 della Costituzione!

 
25/12/2015 - Caro Gesu' Bambino fai due doni a Luisa Ribolzi (Franco Labella)

Caro Gesu' Bambino, spero di non essere preso per blasfemo ma ti chiedo due cose: la prima, regala un abbonamento al giornale, anche on line, che preferisce a Luisa Ribolzi. Così, quando ha fame, non mangia i sindacalisti (chè in genere sono piuttosto indigesti) ma magari notizie di presidi che ce l'hanno con gli insegnanti contrastivi. Chi sono i docenti contrastivi? Quelli che la pensano diversamente dai presidi e da Luisa Ribolzi che non crede alle liste di proscrizione e alle assunzioni di parenti e conoscenti. Contrastivo non è una parolaccia, caro Gesù, anche perché tu hai predicato la misericordia e non la caccia a quelli che non sono d'accordo con i capiazienda. La seconda cosa che ti chiedo è quasi un miracolo: fa che il prossimo articolo di Luisa Ribolzi sia, per una volta, leggermente critico, ma solo leggermente, con chi mortifica il lavoro degli insegnanti. Ma non perché siamo santi, ma solo perché, almeno a Natale, visto che come dicono le pubblicità siamo tutti più buoni, vorremmo essere considerati almeno un po'. Anche senza il panettone... ma solo con un po' di considerazione. Chiediamo troppo Gesù Bambino? Buon Natale professoressa Ribolzi, di cuore, da parte di un docente, sindacalista indigesto e pure nu' pucarill, come dicono a Napoli, contrastivo.