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SCUOLA/ AAA. Assunti-precari chiedono presidi-sceriffi (meglio se intelligenti)

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Lasciamo stare, invece, le lacrime degli studenti, che sono sempre l'ultimo pensiero. Bisogna piuttosto essere contenti di aver conseguito finalmente il tanto agognato ruolo, e inghiottire la provvisoria pillola di essere stati degradati da titolari a panchinari, senza peraltro esser passati in una squadra migliore. Sì, va messo in conto lo strappo momentaneo del distacco, ma cosa vuoi che sia? c'è il ruolo. Anni e anni di sacrifici, precariato, pendolarismo, finalmente premiati. Non c'è un amico che ti capisca: indoratori di pillole, smussatori di spigoli. Sembravano tutti amanti della felicità, quella oceanica senza rive, e invece, nei fatti, è la carriera che basta, un porticciolo qualsiasi; è quella che, in fondo, risolve la vita. E guardali, in questi giorni, i neoassunti: fino all'altro giorno erano tutti cheguevara, e riempivano le piazze gridando alla morte della scuola pubblica, incatenandosi contro la Buona Scuola, assimilando Renzi a Mussolini e lamentandosi della carta igienica mancante. Oggi, invece? Hanno quaranta, cinquant'anni, uno o due decenni di insegnamento alle spalle, ma si fanno i selfie brandendo il foglio dell'immissione in ruolo, e lo mettono pure su Facebook con tanto di faccine e sorrisini e spumanti e auguri universali, dimenticando un onesto "grazie Renzi, e scusaci". A stento, se non ingrandisci l'immagine, distingui se sono ragazzine con il biglietto del concerto di Tiziano Ferro oppure esimi docenti con un foglio che avrebbero dovuto, per coerenza, ridurre a brandelli, se non, più dignitosamente, usare in luogo della carta igienica mancante. 

"Questa è la felicità", dichiarano invece gli spumeggianti adolescenti ruolizzati. Tutti ti fanno gli auguri, perché finalmente ce l'hai fatta, e sei pure in una scuola sotto casa. "Avrai meno preoccupazioni, sarai più tranquillo". In effetti, sembra un miraggio salutare le lunghe file al Caf per chiedere ogni estate il sussidio di disoccupazione, e forse si può addirittura tentare la rinegoziazione del mutuo. Anche se in realtà trattasi di tranquillità relative, non più rilevanti di quando aggiusti la caldaia di casa o le gomme bucate. La vita è la lotta quotidiana, cosa c'entra il ruolo con la felicità? «Tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali!». Il borghesismo impazza, e «i borghesi son tutti dei porci»

Eccoli qui, i cheguevara: questo volevano: il posto fisso sotto casa. Nessuno più sta ammazzando la scuola pubblica. I sindacati che suonavano la tromba della rivoluzione hanno organizzato nel frattempo fantastici corsi per i neoassunti, in modo che magari i 500 euri che il governo ha offerto agli insegnanti continuino a girare nella catena di Sant'Antonio. L'ennesima squallida pastetta. Tutto in sordina, stavolta. Nessuna fascia nera al braccio, nessuna catena davanti al ministero. C'è solo Stefania che piange, perché le tolgono il suo insegnante. E c'è Angela che piange, perché le tolgono i suoi alunni. Ma chi se ne frega di queste lacrime? "Calmati, ti passerà". Non vedi? Ai rivoluzionari del 17 novembre è già passato l'amore per il diritto allo studio.  



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COMMENTI
04/12/2015 - Funzionali ex post (Franco Labella)

Non sono così fiducioso come Capasa sulla circostanza che presidi più o meno sceriffi possano introdurre elementi di razionalità nella grande confusione della fase C. Perché l'organico è diventato "funzionale" (e le virgolette ci stanno tutte) ex post. Funzionale a cosa si chiede Castenetto? Sicuramente a contribuire ad affossare ancor di più la scuola pubblica statale. Come possano presidi anche sceriffi di istituti comprensivi impiegare docenti della A019 (Discipline giuridiche ed economiche) nella scuola elementare è cosa assai difficile anche solo da immaginare. E quelle scuole che nei loro RAV hanno individuato come necessità primaria il potenziamento delle competenze di Italiano e Matematica cosa se ne faranno mai di docenti di Arte o di Discipline economico-aziendali? I colleghi assunti in fase C sono certamente mortificati nella loro professionalità e se ringraziano Renzi lo fanno con uno sguardo assai poco lungimirante. M'avessero detto che sarei diventato di ruolo facendo il jolly tappabuchi esposto anche al mercato delle vacche degli ambiti territoriali, magari avrei deciso di cambiar mestiere. O forse, chissà, avrei accettato il ricatto... sicuramente, però, non mi sarei sentito valorizzato. E questo, alla lunga, farà la differenza nel disastro attuale della brutta scuola.

 
04/12/2015 - funzionali (roberto castenetto)

Si chiama organico funzionale, mi pare. Nome orribile per dire che, come docenti, si diventa funzionali; ma a che cosa? Alle esigenze della scuola ovviamente. Per questo ci vuole assolutamente un ds intelligente e capace di valorizzare le risorse. Ma c'è un grosso rischio, a mio avviso, ovvero che scompaia quel po' di professionalità e di mestiere che è rimasto tra i docenti. Applicando le categorie individuate dall'archeologo Giorgio Buccellati nella città mesopotamica di 5.000 anni fa, potremmo dire che l'insegnante rischia di diventare la sua funzione. C'è bisogno allora di Abramo, di qualcuno che si assume il rischio di una "uscita".

 
04/12/2015 - Se Faraone dopo il blitz a Helsinki andasse ... (Vincenzo Pascuzzi)

Bell’articolo, chissà se lo leggerà Davide Faraone fresco reduce dal blitz a Helsinki e magari gli venisse l’ispirazione di visitare qualche scuola per rendersi conto della situazione? Nel merito, scrive Valerio Capasa: "noi abbiamo bisogno di un terzino", sentenzia il mister, e il calciatore avrà poco da rimuginare fra sé e sé che lui ha sempre fatto il centravanti, e anche parecchi gol. Domande: E se invece del centravanti in panchina ci fosse un ciclista, o un giocatore di rugby, o un maratoneta…? E se invece di un terzino ci fosse bisogno di un raccatta-palle, o di un barelliere…?