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SCUOLA/ AAA. Assunti-precari chiedono presidi-sceriffi (meglio se intelligenti)

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Borghesi, borghesi tutti. Quasi che l'ideale della vita fosse sistemarsi. Come se davvero quelli che si sono sistemati fossero felici e tranquilli: molti insegnanti di ruolo sono, al contrario, evidentemente acidi e lamentosi. Quando Cesare Pavese vinse finalmente il Premio Strega, dopo una vita intera a voler essere il più grande scrittore italiano, ebbe la semplicità di scrivere, sul suo diario: «apoteosi. E con questo?». Cosa ce ne facciamo, scusate, dell'immissione in ruolo? Cosa ce ne facciamo di essere uno dei centomila immessi in ruolo? Uno, nessuno e centomila: l'eterno problema pirandelliano. Essere uno dei centomila vuol dire non essere nessuno: ora si vede se sei uno! Chi sei tu, prima di un arruolato potenziatore? Tu che ti sentivi un precario a tempo indeterminato, e ora sei un ruolizzato precarissimo: chi sei davvero? Mentre fai quel che ti toccherà fare quest'anno e forse nei prossimi: non propriamente l'insegnante, ma l'animatore o il motivatore o lo showman. Senza un orario, andare a scuola a vedere cosa c'è da fare: arrivare alle 8 e sedersi in sala docenti. Forse alle 9 potrebbe spuntare un'ora in III A, poi non si sa. Buco. Menomale che ti sei portato da leggere. Poi però c'è supplenza in una quinta. No, bugia: hanno assemblea di classe. Vai in V H, allora, ché al professore hanno chiamato il carro attrezzi. Questa è gratis, gliela fai gratis. Esci alle 12, forse. Domani vedremo, "vieni alle 8".

Tu, ti senti umiliato perché ti aspetti la dignità dallo Stato? o peggio da chi ti sposta nelle classi vuote come un burattino? Cosa volevi, i tappeti rossi? "Lei non sa chi sono io! Ho quindici anni di insegnamento, un dottorato, patapìn patapàn… Ehi, Fabri Fibra, guarda negli occhi Mozart!". Sì, non è il massimo. Svilisce la scuola. È un altro mestiere, a dirla tutta. Ma la dignità — cioè la voglia di entrare in classe — nessuno deve dartela, e nessuno può togliertela: è roba tua, se sei uno, se finalmente ti accorgi che la posta in gioco della vita non è sistemarsi, non è avanzare di un metro, perché l'orizzonte è infinito. Non hai più da proporre ai ragazzi di studiare per poi maturarsi per poi laurearsi per poi lavorare per poi sistemarsi per poi crepare. No, ora puoi gridarglielo: ci vuole una ragione presente, non futura! Ci vuole la felicità, non il borghesismo! 

Per questo puoi goderti questa singola ora di supplenza come un casellante si gode gli occhi dell'autista che passa per pochi secondi. Perché girando nelle classi, il bisogno è sterminato, ti viene addosso: bisogno di uno sguardo, bisogno di una bellezza che vinca la noia, che sfondi la normalità. Perché di arruolati indifferenti al cuore proprio e altrui ne abbiamo fin troppi: indifferenti a tempo indeterminato. 



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COMMENTI
04/12/2015 - Funzionali ex post (Franco Labella)

Non sono così fiducioso come Capasa sulla circostanza che presidi più o meno sceriffi possano introdurre elementi di razionalità nella grande confusione della fase C. Perché l'organico è diventato "funzionale" (e le virgolette ci stanno tutte) ex post. Funzionale a cosa si chiede Castenetto? Sicuramente a contribuire ad affossare ancor di più la scuola pubblica statale. Come possano presidi anche sceriffi di istituti comprensivi impiegare docenti della A019 (Discipline giuridiche ed economiche) nella scuola elementare è cosa assai difficile anche solo da immaginare. E quelle scuole che nei loro RAV hanno individuato come necessità primaria il potenziamento delle competenze di Italiano e Matematica cosa se ne faranno mai di docenti di Arte o di Discipline economico-aziendali? I colleghi assunti in fase C sono certamente mortificati nella loro professionalità e se ringraziano Renzi lo fanno con uno sguardo assai poco lungimirante. M'avessero detto che sarei diventato di ruolo facendo il jolly tappabuchi esposto anche al mercato delle vacche degli ambiti territoriali, magari avrei deciso di cambiar mestiere. O forse, chissà, avrei accettato il ricatto... sicuramente, però, non mi sarei sentito valorizzato. E questo, alla lunga, farà la differenza nel disastro attuale della brutta scuola.

 
04/12/2015 - funzionali (roberto castenetto)

Si chiama organico funzionale, mi pare. Nome orribile per dire che, come docenti, si diventa funzionali; ma a che cosa? Alle esigenze della scuola ovviamente. Per questo ci vuole assolutamente un ds intelligente e capace di valorizzare le risorse. Ma c'è un grosso rischio, a mio avviso, ovvero che scompaia quel po' di professionalità e di mestiere che è rimasto tra i docenti. Applicando le categorie individuate dall'archeologo Giorgio Buccellati nella città mesopotamica di 5.000 anni fa, potremmo dire che l'insegnante rischia di diventare la sua funzione. C'è bisogno allora di Abramo, di qualcuno che si assume il rischio di una "uscita".

 
04/12/2015 - Se Faraone dopo il blitz a Helsinki andasse ... (Vincenzo Pascuzzi)

Bell’articolo, chissà se lo leggerà Davide Faraone fresco reduce dal blitz a Helsinki e magari gli venisse l’ispirazione di visitare qualche scuola per rendersi conto della situazione? Nel merito, scrive Valerio Capasa: "noi abbiamo bisogno di un terzino", sentenzia il mister, e il calciatore avrà poco da rimuginare fra sé e sé che lui ha sempre fatto il centravanti, e anche parecchi gol. Domande: E se invece del centravanti in panchina ci fosse un ciclista, o un giocatore di rugby, o un maratoneta…? E se invece di un terzino ci fosse bisogno di un raccatta-palle, o di un barelliere…?