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SCUOLA/ Il difficile presente, i docenti e la sfida del califfo

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Foucault in alcune sue variazioni sul tema, negli anni Settanta del secolo scorso, parlava, per esempio, di attualità come "evento da decifrare nel punto di intersezione tra due durate, due velocità, due evoluzioni, due linee di storia". Prendendo spunto da questa chiave interpretativa proviamo a chiederci quali siano oggi queste due linee di storia, e quale possibilità sottenda la nostra attualità. La storia del presente ci ha squadernato davanti fatti drammatici: attentati provocati da giovani kamikaze contro cittadini inermi, guerra islamica di conquista, territori occupati, reazione occidentale che converge sulla necessità di "sistemare la questione siriana". Da questo punto di vista i fatti hanno una loro logica che vedremo svolgersi nel prossimo periodo. Ad un altro livello, seguendo il ragionamento accennato, si colloca l'evento, ciò che non è puro fatto, ma passibile di sviluppo e di cambiamento. 

Quale evento? È stato messo in luce da vari osservatori che è in corso una guerra interna all'islam tra sciiti e sunniti, giunta alle sue estreme conseguenze. Gli attentati di Parigi hanno coinvolto persone normali e, soprattutto, giovani dinamici, amanti della musica e delle relazioni. Tra di essi anche tanti musulmani integrati in una società cosmopolita, il cui credo non impedisce loro di nutrire le aspettative di tutti. È qui che si insinua la violenza ideologica che sventolando il richiamo islamico radicale si prefigge lo scopo di impiantare in alcuni cuori disponibili il rifiuto di ogni umano desiderio. Lo spazio del cuore si fa allora duro e insensibile. Cuori induriti, riempiti di messaggi apocalittici e svuotati dei più umani desideri, diventano capaci di odio e di distruzione. Il terreno di conquista è allora il cuore. Questo dramma è l'evento che scorre sotto la calotta del presente e a questo livello si pone la sfida. L'islam radicale ha bisogno di impossessarsi di coscienze indurite per compiere le proprie azioni ed ha a disposizione, purtroppo, varie aree di disagio sociale in Occidente come in Medio Oriente e in Africa. 

Se questa seconda linea della storia scorre sotto il piano della geopolitica, siamo obbligati a spostare la nostra ottica su un fenomeno antico e nuovo nello stesso tempo: la conquista del cuore come premessa di ogni azione. È un terreno che ci riguarda, perché è il terreno sul quale si muove la vita di ciascuno, dovendo ogni uomo decidere, prima o poi, a chi affidare il proprio cuore. La battaglia per la conquista dei cuori è durissima e sanguinosa, passa da qui la formazione dell'esercito dei foreign fighters sul quale tanti padri europei si stanno interrogando: sono questi i nostri figli?  



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