BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ "Che ti venga un Tfa": il peggiore dei mali da non augurare a nessuno

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Elio Vittorini (1908-1966) con alcuni studenti (Immagine dal web)  Elio Vittorini (1908-1966) con alcuni studenti (Immagine dal web)

Sta scherzando, dico al professore che amo già un po' di meno. Ma lui dice di no, che non è colpa sua. Ma che comunque poi si vedrà: tempi e modi del verbo vedere si ripetono uguali e noiosi per sempre? Davanti a un aperitivo analcolico che ancora riesco a permettermi con qualche mio amico tra le vie piene di gente ignara del fatto che vicino a lei vive il vero supereroe del Paese, lo racconto ai miei amici Carlo e Lorenzo. Non ci credono. E chi ci crederebbe? Ridono e pagano loro. Una roba così, val bene la pena, mi dicono. Pensa, sarai professore abilitato, mica di ruolo, certo, ma potrai avere magari una supplenza per un anno intero, riuscirai a farti prendere in giro dai giovanotti che arriveranno alla tua scuola con il Suv mentre tu arrivi in metro, certamente qualcuno dei genitori arriverà a minacciarti perché non avrai dato la mappa speciale cognitiva per il figlio che ha perso l'orientamento chissàcomechissàquando. Ma per milletrecento euro al mese ne vale davvero la pena. 

Come faccio a dare torto al Carlo e al Lorenzo? Come faccio a dirgli che questo mestiere mi piace più di ogni altra cosa e che però è tutto vero quello che dicono e lo si vede già adesso, da come ci trattano qui, tra porte chiuse e caloriferi spenti, tra lezioni strepitose ma inutili forse per imparare davvero a diventare quello che voglio diventare? Carlo riparte con la sua moto, Lorenzo mi accompagna alla metro. Ci vediamo la prossima settimana, mi dice. Come faccio a saperlo? O forse dovrei, visto che ormai sono un supereroe. Forse ha ragione il signor primo ministro, forse comincio a fare finta anch'io che tutto migliora? Ma è solo un attimo: so subito che ho da correggere anche i compiti dei miei alunni e, visto che  la mia squadra di calcio oramai il mercoledì sera si raduna per il torneo di briscola ad Appiano Gentile, correggerò stasera mentre gli altri giocano la Champion. 

Dentro questa cupa tristezza mi viene da mandare un augurio ai ministri: e se un giorno anche per loro saltasse fuori un bel Tfa? Ma è solo un attimo: non sono una iena, un augurio di un imprevisto così non si manda a nessuno, soprattutto a chi si riflette allo specchio ogni mattina e si dice che ce la faremo. Chissà, se ce la faremo. E, invece che Montale, mentre mi avvio, mi viene in mente un altro, un cantante pelato e bassino, che si faceva domande: cosa sarà che ci spinge a cercare, cosa sarà ecc. ecc. Cosa sarà?

(2 - continua. Leggi la prima puntata)

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.