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SCUOLA/ Graduatorie, la maxi-sanatoria di Renzi assume i vecchi per lasciar fuori i giovani

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

La seconda: come s'è visto, non sono una rarità quelli che non hanno mai insegnato per 30-40 anni; la domanda è: ma come hanno fatto ad arrivare a 60 anni e più senza fare un giorno di supplenza? Delle due, una: o sono vissuti di rendita o hanno svolto un altro lavoro. In entrambe le ipotesi sarebbe più moralmente corretto e socialmente ragionevole da parte loro lasciare quelle cattedre a insegnanti più giovani, magari anche più capaci di incontrare i giovani per vicinanza d'età e garantire loro percorsi di apprendimento maggiormente aderenti alle nuove didattiche e alle recenti innovazioni ordinamentali. 

Se non bastasse quanto fin qui elencato — tutto documentato e verificabile, visto che le Gae sono pubbliche — c'è un'altra osservazione che mette in seria discussione la grossolana operazione che il governo si appresta ad attuare. Quasi tutti quelli che sono presenti in più graduatorie, nel tempo hanno privilegiato l'insegnamento in una sola classe di concorso e non hanno mai insegnato nelle altre. Se rientreranno nell'organico funzionale potranno essere utilizzati per coprire insegnamenti dei quali ormai sanno ben poco, soprattutto in relazione alle modifiche ordinamentali e didattiche intervenute negli ultimi 10 anni. Ed ecco un'altra piccola "mazzata" alla qualità dell'insegnamento (altro che "Buona Scuola"!).

Che ci si stia avviando su una strada tutt'altro che utile alla qualità della scuola italiana lo dimostrano i tanti segnali di dissenso che vengono anche dalla stessa maggioranza di governo. Ne è un esempio il blando tentativo di "limitare il danno" che sta dietro alla risoluzione presentata dall'on. Santerini, attualmente in discussione in VII Commissione alla Camera; se ne sono già occupati sia la stampa specializzata che qualche quotidiano. Articolata in 15 impegni specifici, sostanzialmente chiede al governo di distribuire il nuovo contingente di docenti in modo non casuale o a pioggia ma correlandolo alle reali esigenze delle scuole e del territorio, in modo stabile e ottimizzando le professionalità disponibili, anche ai fini della prevenzione degli abbandoni; chiede anche di anticipare le operazioni di assegnazione del personale alle scuole e di formarlo in modo adeguato ai compiti cui sarà destinato e chiede pure una formazione in servizio continua e permanente. Ma chiede anche "una decisa innovazione dell'anno di prova, nel corso del quale accertare il possesso delle competenze di base dei docenti assunti, rilevandone crediti e debiti formativi in base ai quali prevedere la formazione" e — questo il punto che ha fatto "saltare le valvole" a qualcuno — "eventuali possibilità di rinvio o recessione del contratto". In fondo, dopo quanto s'è visto sopra, sarebbe una raccomandazione meno che minima, niente di trascendentale o politicamente scorretto; ma per qualcuno è risultato molto "fastidioso"… Purtroppo, invece di fare un'azione di pulizia preventiva delle graduatorie  (del censimento sulle Gae che la "Buona Scuola" aveva annunciato per prima della fine di dicembre ancora non c'è traccia), si cerca di rimediare ex-post e senza neanche tanta convinzione. 



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COMMENTI
17/02/2015 - Articolo scorretto e pieno di inesattezze. (Alberto Simonini)

L'esperto di scuola sa che la costituzione italiana prevede che l'accesso all'impiego pubblico in Italia avviene solo attraverso concorso? Ora è giusto che chi legge sappia (l'autore in maniera scorretta tace sull'argomento) che chi è nelle graduatorie ad esaurimento ha vinto un concorso pubblico (o i vari concorsi oppure le siss che avevano valore concorsuale): la cosa vergognosa è semmai che lo Stato che ha bandito questi concorsi e non ha provveduto ad assumere celermente i titolari di un diritto sancito dalla Costituzione di questa Repubblica. Si invocano delle più giuste assunzioni di personale della seconda fascia delle graduatorie di istituto, dove per la cronaca sono collocati coloro che non hanno vinto alcuna procedura concorsuale. In merito all'età di costoro poi, va aggiunto un piccolo particolare: le precedenti edizioni del tfa hanno abilitato docenti con età media vicina a quella delle gae, per non parlare dei pas che hanno sfornato abilitati con età anagrafiche ben superiori, che non hanno superato alcuna prova selettiva e che spesso sono stati reiteratamente trombati in precedenti prove (questa si che è una sanatoria). Tutto questo per l'autore sarebbe il tanto sbandierato merito: lavorino pure dei soggetti che non hanno superato nè concorsi, nè alcun tipo di prova selettiva e che hanno età anagrafiche ben superiori a quelle delle gae, ma rimangano fuori tutti quelli che hanno superato un concorso pubblico a norma di Costituzione.