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SCUOLA/ Graduatorie, la maxi-sanatoria di Renzi assume i vecchi per lasciar fuori i giovani

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Per il momento in VII Commissione stanno facendo melina: in tre sedute svolte sull'argomento non c'è stato un solo intervento esplicito sul merito della risoluzione. Si è provveduto invece ad abbinarvene un'altra, presentata dal Movimento 5 Stelle. Caratterizzata da un lungo elenco di questioni secondarie e collaterali, che vanno dall'auspicabile riduzione degli alunni per classe fino alla più che discutibile introduzione di psicologi e pedagogisti nelle scuole, formula un mare magnum di richieste che vanno ad "annacquare" quelle della risoluzione Santerini, limitandone così la portata di vincolo per il governo.

Un'ultima considerazione, in relazione alla recente sentenza della Corte europea di Giustizia sull'abuso tutto italiano dei contratti a termine nella scuola. Sono a tutti noti il vincolo imposto al superamento dei 36 mesi e le prescrizioni contenute nella sentenza, così come sono ormai quasi quotidiane le sentenze dei giudici di merito italiani che condannano il Miur sulla reiterazione dei contratti a termine. Logica vorrebbe che, per evitare di soccombere sotto la valanga di condanne che stanno per arrivare, il ministero (il governo) ripartisse con criteri oggettivi e compatibili con la sentenza della Corte europea i 148mila posti fra i veri aventi diritto, che non sono tutti nelle Gae. Basta dare un'occhiata, anche solo a campione, alle graduatorie per rendersene conto. Selezionando, ad esempio, i 50enni si verifica subito che non sono molti ad essere in possesso del requisito dei 36 mesi; nella sola provincia di Roma per la classe di concorso A019 (diritto ed economia) su circa 50 iscritti nati nel '65 più della metà non arriva nemmeno a due anni di servizio. E la situazione non migliora in altre province o per altre classi di concorso; anche qui basta avere la pazienza di verificare. Invece, di neoabilitati con Pas e Tfa, necessariamente non iscritti nelle Gae, ce ne sono oltre 60mila in possesso dei requisiti richiesti dal Corte europea. 

Anche se non lo dicono, al Miur lo sanno bene, ma finora nessuno ha dato segni di aver compreso la situazione.

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COMMENTI
17/02/2015 - Articolo scorretto e pieno di inesattezze. (Alberto Simonini)

L'esperto di scuola sa che la costituzione italiana prevede che l'accesso all'impiego pubblico in Italia avviene solo attraverso concorso? Ora è giusto che chi legge sappia (l'autore in maniera scorretta tace sull'argomento) che chi è nelle graduatorie ad esaurimento ha vinto un concorso pubblico (o i vari concorsi oppure le siss che avevano valore concorsuale): la cosa vergognosa è semmai che lo Stato che ha bandito questi concorsi e non ha provveduto ad assumere celermente i titolari di un diritto sancito dalla Costituzione di questa Repubblica. Si invocano delle più giuste assunzioni di personale della seconda fascia delle graduatorie di istituto, dove per la cronaca sono collocati coloro che non hanno vinto alcuna procedura concorsuale. In merito all'età di costoro poi, va aggiunto un piccolo particolare: le precedenti edizioni del tfa hanno abilitato docenti con età media vicina a quella delle gae, per non parlare dei pas che hanno sfornato abilitati con età anagrafiche ben superiori, che non hanno superato alcuna prova selettiva e che spesso sono stati reiteratamente trombati in precedenti prove (questa si che è una sanatoria). Tutto questo per l'autore sarebbe il tanto sbandierato merito: lavorino pure dei soggetti che non hanno superato nè concorsi, nè alcun tipo di prova selettiva e che hanno età anagrafiche ben superiori a quelle delle gae, ma rimangano fuori tutti quelli che hanno superato un concorso pubblico a norma di Costituzione.