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SCUOLA/ Il "segreto" della riforma? Sta in un rotolo di carta igienica

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Gli scatti di anzianità scattano per tutti allo stesso modo. Nessuno verifica se chi insegna è capace di farlo, se è curioso, appassionato, o se è fermo ad una routine di anni e anni. Chi s'impegna e si gioca nel suo lavoro lo fa solo per una passione o per una dignità personale, finché continua a crederci. Poi magari si stanca anche lui e si accoda al grigiore generale.

C'è un altro aspetto critico, rilevato dagli studenti, ed è quello relativo al curriculum di studio. Non capiscono perché nei vari livelli di scuola ci si ritrovi a ripetere sempre le stesse cose, ad affrontare gli stessi contenuti. Non capiscono perché non ci sia abbastanza specializzazione. Sanno benissimo che altrove, in Europa e nel mondo, dopo un biennio di base un giovane può scegliere un percorso più centrato sulle proprie aspirazioni e le proprie attitudini. Tirando le somme, sembra proprio che il bisogno dei ragazzi sia il grande dimenticato nella scuola italiana. In effetti se ne parla tanto poco che se lo dimenticano gli stessi studenti.

La riforma della scuola tornerà tra poco ad essere un tema dibattuto, con l'arrivo dei decreti. Si dibatta e si discuta, ma senza perdere mai di vista la realtà. Si utilizzi un metodo che mette al centro i veri problemi di un giovane, che diventano tanto più grandi e gravi quanto più quel giovane è serio e consapevole ed ha delle attese precise. Si mettano in moto dei processi virtuosi affinché uno studente non debba avere la sensazione di buttar via un periodo tanto importante per la sua vita.

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COMMENTI
18/02/2015 - valuazione insegnanti (daniele fringuelli)

sempre acuto e puntualissimo. Credo che il miglior metro per la valutazione di un docente sia il punteggio-sondaggio espresso da parte degli stessi alunni, al termine del percorso/anno, piuttosto che le solite valutazioni espresse dal dirigente, il quale come ogni persona di potere cerca sempre di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, e di conseguenza decidere il meno possibile cercando sempre la via più breve ed il politically correct. Ciao

 
17/02/2015 - sintomi inequivocabili (enrico maranzana)

Lo scritto consente di diagnosticare l’origine del disorientamento degli studenti: le disposizioni sull’autonomia delle istituzioni scolastiche sono state eluse. Se la progettazione educativa, la progettazione formativa, la progettazione dell’istruzione fossero state poste all’origine della vita della scuola, i giovani ne avrebbero conosciuto e condiviso i traguardi: gli studenti sarebbero stati messi nella condizione d’apprezzare l’origine e il senso del loro lavoro. Avrebbero collocato l’insegnamento alla base della piramide che scompone la mission della scuola, vertice della struttura organizzativa.

RISPOSTA:

Bello, giusto. Solo che uno, più esperto dell'uomo di quanto non lo siamo noi, ha detto, tanto tempo fa, che non si può mettere vino nuovo in otri vecchi. E' ora di rinnovare. GZ