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SCUOLA/ Il "rivoluzionario" Renzi preferisce le sanatorie alle paritarie?

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

La manifestazione organizzata dal Pd per festeggiare i primi 365 giorni di governo ha avuto come centro di attenzione la scuola. Chi come noi ha scelto di dedicare la sua vita professionale all'appassionante avventura dell'educazione non può che aver apprezzato questa scelta, un apprezzamento misto all'attesa, dato che sono in dirittura di arrivo il dl e il ddl delega che daranno forma alla consultazione su la "Buona Scuola". Ma è un'attesa piena di preoccupazione, poiché i segnali e le indiscrezioni di questi giorni stanno via via confermando un'impressione evidenziata fin dal lancio della consultazione: di fatto di scuola paritaria e/o iniziative che puntino ad una suo consolidamento nell'ambito del sistema scolastico italiano, che è unico — come ha sancito la legge 62/2000 —, non si parla. Proprio nei giorni scorsi la Fidae ha pubblicato, in questo senso, un significativo comunicato dal titolo "Un ingiustificato e inaccettabile silenzio".

L'intervento del ministro Giannini ha toccato alcuni dei temi considerati fondamentali per il cambiamento e in particolare: precariato ed assunzioni, merito, autovalutazione, scuola digitale, ma nel suo intervento non una parola, a differenza di qualche mese fa, sul ruolo importante della scuola paritaria e sulla necessità di una sua pari dignità nel nostro sistema scolastico.

Gli altri temi — apprezzabilissimi — che saranno oggetto di attenzione, come sappiamo, saranno l'integrazione linguistica e culturale per gli studenti figli di immigrati, organico funzionale, aggiornamento professionale, valutazione della carriera insegnanti, edilizia scolastica per avere scuole "nuove, sicure e belle". Ancora non si mette neanche un sottotitolo che ricordi il ruolo della scuola paritaria: dimenticanza o scelta?

Lo stesso intervento del presidente Renzi ha messo in evidenza temi e volontà apprezzabili che prendono spunto da quanto — sicuramente più che condivisibile — espresso nei giorni scorsi ossia "la volontà di riottenere qualificazione sociale attraverso formazione ed istruzione, quali capisaldi per un cambiamento non più rimandabile". La rivoluzione che Renzi vuole nella scuola punta, come dice, a "discutere dell'Italia che vogliamo nei prossimi 30 anni" e se questo è vero, perché le rivoluzioni hanno effetti di lungo periodo, ci preoccupa ancora di più poiché "sembra" le paritarie non siano tra i convitati, pur avendone pieno diritto dopo la legge 62/2000.

Ci si chiede, allora, a cosa si ispira l'auspicata rivoluzione di cui la scuola ha sicuramente bisogno: al miglioramento della scuola statale o al miglioramento del sistema di istruzione?

Se, come sembra, non si punterà ad avere una visione globale del sistema, queste scelte potranno essere anche ottimali, ma con ripercussioni negative sul settore paritario, come l'assunzione dei 150mila precari, che il dibattito di questi giorni mette in evidenza. 



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COMMENTI
23/02/2015 - Mattarella compreso (daniele spinelli)

In quanto a silenzio anche il neo presidente, nel suo discorso di insediamento, si è ricordato praticamente di tutto, tranne che della libertà di educazione. Eredità democristiana?

 
23/02/2015 - Innovatore e/o conservatore (nicola mastronardi)

Innovatore con Marchionne conservatore con lo stato questo è il Governo Renzi vedi anche art. 18. I nostri politici che in campagna elettorale, adesso ministri e sottosegretari, si sono lavati la bocca con la scuola paritaria sono gli stessi (semplici zerbini o cespugli) del Governo Berlusconi 2008 il più liberista della repubblica Italiana, nulla hanno fatto allora nulla faranno adesso, per buona pace nostra.