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SCUOLA/ Alternanza e lavoro, Renzi & Giannini "studino" la Lombardia

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Del resto, la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, continua a crescere anche a causa dell'elevato mismatch tra le competenze acquisite dai giovani nel sistema di istruzione e formazione e quelle richieste dal mercato del lavoro. Una condizione che danneggia non solo i singoli progetti di vita personale e professionale dei giovani, ma anche il sistema produttivo ed il progresso economico e culturale dell'intera società.

Il progetto di legge denominato "Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Regione Lombardia" prevede una serie di misure innovative anche nell'ottica del rilancio dell'occupazione e della volontà di rinsaldare il rapporto ambiente formativo/ambiente di lavoro, superando il pregiudizio che chi studia non possa e non debba lavorare e facendo nostro, invece, lo slogan che ha accompagnato la mia esperienza di assessore all'istruzione formazione e lavoro in Regione Lombardia: "studiare in azienda, trovare lavoro a scuola". Per questo, anche le scuole e le università hanno assunto un ruolo da protagoniste, insieme ai servizi al lavoro, per accompagnare la transizione degli studenti dalla scuola al lavoro. Riteniamo che l'esperienza in azienda debba far parte di un percorso di formazione non solo professionale ma anche umano.

Con la legge sarà rafforzato il legame tra gli indirizzi di studio ed i fabbisogni di competenze del sistema produttivo, superando ogni residuo di autoreferenzialità dei percorsi di studio. Nel sistema di istruzione e formazione professionale e nella formazione tecnico-professionale prevediamo fin da subito che una quota di almeno il 5% di studenti raggiunga il titolo di qualifica e diploma attraverso l'apprendistato, mentre tutti gli studenti dei percorsi professionalizzanti sono chiamati a realizzare un'alternanza scuola-lavoro che va da un minimo di 200 ore l'anno fino a 450 ore l'anno.

Abbiamo poi deciso di ergere a principio dell'esperienza formativa lombarda, la "dote merito" per premiare i ragazzi che abbiano ottenuti risultati eccellenti, con una duplice componente, di dotazione tecnologica e di un apprendimento esperienziale in Italia o all'estero, in particolare negli ambiti dello sport, della funzionalità delle istituzioni comunitarie, delle scienze, lingue, tecnologie, moda, design, teatro, cinema e turismo.

Inoltre si prevede di ampliare le opportunità delle iniziative proposte all'estero perché riteniamo che un'esperienza oltre i confini nazionali possa essere assolutamente formativa. Nel progetto normativo non manca, infatti, un rinvio alla mobilità transnazionale, per gli studenti e i docenti, ma anche per i lavoratori.

Il progetto di legge vuole rendere stabile lo strumento della Dote, quale sistema regionale unitario di politiche di istruzione, formazione e lavoro, basato sulla persona e la sua libertà di scelta.

Attraverso gli strumenti previsti dal progetto di legge, intendiamo offrire ai giovani e ai lavoratori lombardi un sistema di istruzione e di istruzione e formazione professionale e di formazione terziaria moderno, basato su un'innovativa concezione unitaria della cultura professionale e finalizzato ad aumentare i livelli di sviluppo delle competenze individuali e, più in generale, del tessuto produttivo.



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