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SCUOLA/ Il principio del "male minore" ci seppellirà

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Stefania Giannini e Matteo Renzi (Infophoto)  Stefania Giannini e Matteo Renzi (Infophoto)

Strano a dirsi, ma al di là della propaganda, i fondi per la formazione non sono stati reperiti. E' notorio che la scuola la fanno i docenti, ma se della loro formazione nessuno si occupa, che risultati il governo della "Buona Scuola" vuole ottenere?

In più in questi anni della cattedra a 18 ore, con il personale sempre più misurato, è venuta in evidenza un'altra piccola emergenza. Il "tutti in classe" ha portato a non fare sconti a nessuno (o quasi) e quindi tutti quelli che, per vari motivi, hanno perso le capacità didattiche, sia per problemi di salute, che personali (una volta andavano in biblioteca), oggi sono costretti a rimanere in cattedra. Non ci sono dati ufficiali e il ministero ben si guarda di fornirli, o forse non li conosce, ma coloro che non sanno più guidare una classe sono molto numerosi, forse attorno al 10 per cento. 

In questo modo i dirigenti non possono fare altro che, nella logica del male minore, far ruotare questo personale, in modo che in un anno una classe non studi matematica, mentre nell'altra le competenze di latino siano minime. Insomma un aggiustamento all'italiana, che rivela come la scuola poco si interessi del suo cuore pulsante e che tra assunzioni ope legis e stipendi molto al di sotto della media europea, sia ancora vigente la regola, nata al tempo dei ministeri democristiani, del "poco vi diamo, ma poco vi chiediamo". Il premier Renzi e il ministro Giannini, non sembrano discostarsi dal seminato.

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COMMENTI
27/02/2015 - Siamo nel 2015, il 1950 è molto, molto lontano (enrico maranzana)

Uno scritto che ripropone l’antico modo d’intendere l’educazione, che si contrappone alla visione dinamica che caratterizza l’attività legislativa. “Chi tra coloro che governano la scuola si è preoccupato del cambiamento” in atto? La trasgressione delle norme è una costante: governi e dirigenti scolastici non hanno accettato e non accettano l’attuale orientamento dell’istituzione scolastica. “I dirigenti non possono fare altro che far ruotare il personale” perché non hanno accettato il mandato loro conferito. La lettura degli ODG stilati per la convocazione degli organi di governo mostra sistematiche elusioni della legge. “Della formazione dei docenti nessuno si occupa” a causa della mancata definizione del campo di riferimento: il sistema educativo di istruzione e di formazione. “Apprendere tramite il libro tradizionale”: l’apprendimento consiste di comportamenti, promossi “per mezzo di conoscenze e abilità”. “Misurare le competenze didattiche, capacità relazionali e attitudini personali”: la formazione del docente deve commisurarsi all’ambiente di lavoro finalizzato, unitario, coordinato, strutturato.

 
27/02/2015 - Smettiamola con il MOBBING contro i precari !! (Vincenzo Pascuzzi)

"Gli insegnanti precari di cui nessuno può misurare le competenze didattiche, capacità relazionali e attitudini personali, entreranno in massa per ottemperare alla sentenza della Corte europea di Giustizia che ha imposto all'Italia di assumere tutti i docenti che abbiano avuto contratti per almeno 36 mesi". E basta !! Bisogna smetterla con il MOBBING di massa e gratuito contro i precari !! Laureati, con 3 anni 3 di esperienza da supplenti (quindi con risparmio per lo Stato di circa 8.000 euro/anno) e si continua a dubitare delle loro "competenze didattiche, capacità relazionali e attitudini personali" !!

 
27/02/2015 - solo per chiarire (Diego Perna)

Leggo ultimamente articoli sulla scuola, ma potrebbero anche essere sulle imprese, sulla società in genere sulla crisi economica, sulla politica ecc. Io non sono più un ragazzino, sono ormai alla soglia dei sessant'anni e vi garantisco, e chi ne ha altrettanti lo sa di suo, che sono trascorsi in un baleno.. Ma questo non significa in alcun modo che mi sono rincoglionito, così come sembrerebbe ormai leggere dappertutto, per chi non è più un trentenne al massimo. Io continuo ad imparare e credo lo farò sino a che campo, uso il computer da più di vent' anni, utilizzando diversi software e non solo di scrittura, conosco un poco l'inglese, anche perché l'ho studiato al liceo e spesso leggo articoli in lingua inglese, magari aiutandomi con translate per vocabili che non so. Perché non la smettiamo una buona volta di dire che dopo i 50 si è vecchi? E' solo una convenzione l'età, ci sono le rughe è vero e magari qualche acciacco, ma i desideri e il cervello son sempre vividi. E poi, se per un credente la vita è eterna, che saranno mai 60 anni, potrei dire di essere appena nato! buona giornata ...e non ci rompete più lì dove non batte mai il sole.