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SCUOLA/ Il principio del "male minore" ci seppellirà

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Stefania Giannini e Matteo Renzi (Infophoto)  Stefania Giannini e Matteo Renzi (Infophoto)

Se saranno confermate le indiscrezioni di questi giorni, la "Buona Scuola" potrebbe diventare una "scuola piena". Gli insegnanti precari di cui nessuno può misurare le competenze didattiche, capacità relazionali e attitudini personali, entreranno in massa per ottemperare alla sentenza della Corte europea di Giustizia che ha imposto all'Italia di assumere tutti i docenti che abbiano avuto contratti per almeno 36 mesi. Erano previste 148mila assunzioni, più probabilmente saranno 134mila. Un vero esercito di nuovi docenti a tempo indeterminato che si andrà ad aggiungere a un personale di ruolo già molto numeroso, costituito alla fine dello scorso anno scolastico da 728.325 persone (i dati Miur 2013-14 indicano i posti normali più il sostegno), a cui si deve sommare tutto l'organico Ata (assistenti, tecnici e amministrativi) che ammonta a a 210.561 unità. 

Nuovo personale però non significa docenti giovani. La maggior parte dei prossimi assunti infatti è avanti con l'età, ha carriere frammentate e negli anni ha ottenuto in modo non sempre continuativo incarichi di insegnamento, spesso in sedi scolastiche diverse, sommando i cosiddetti spezzoni per raggiungere l'orario cattedra di 18 ore. Si tratta di persone dall'estenuante gavetta, che ha soggiornato a lungo nelle graduatorie per mancanza di concorsi, per effetto dei tagli lineari, per la riduzione del personale. Il decreto, atteso — dopo l'ultimo rinvio — per martedì 3 marzo e che varerà le assunzioni in sanatoria, opererà in regime d'emergenza e come sempre accade in questi casi, non porterà qualità all'istruzione italiana. Si tratta di un provvedimento quantitativo che non interviene in nessun modo sulla formazione del personale e non si discosta dalla logica del posto fisso.

Non è infatti una novità, se si guarda ai docenti che ora sono a fine carriera. Chi è entrato in servizio negli anni Ottanta, non ha infatti mai dovuto aggiornarsi e confrontarsi sul suo modo di insegnare, anche se si è dovuto misurare con mode pedagogiche o indicazioni didattiche introdotte dal centralismo ministeriale, più valide sulla carta, che nella pratica in classe. Se è vero allora che nella scuola italiana ogni docente si è fatto da sé, e anche noto che nessuno ha mai sindacato realmente sul suo modo di lavorare. Non per sanzionare, ma per incentivare e sostenere. Basta entrare in una qualsiasi scuola per notare come la maggior parte del corpo docente soffra di problemi motivazionali e che si risponde al problema educativo, oggi divenuto una vera e propria emergenza, con la buona volontà dei singoli.

Chi tra coloro che governano la scuola si è occupato veramente del cambiamento radicale che sta modificando il modo di apprendere e ha formato professori e maestri pronti a lavorare con i giovani delle ultime generazioni? Oggi infatti, i giovani non apprendono più solo tramite il libro tradizionale e non si avvalgono della memorizzazione dei contenuti, che tramite la concettualizzazione si trasformava in informazione e quindi in conoscenza. 



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COMMENTI
27/02/2015 - Siamo nel 2015, il 1950 è molto, molto lontano (enrico maranzana)

Uno scritto che ripropone l’antico modo d’intendere l’educazione, che si contrappone alla visione dinamica che caratterizza l’attività legislativa. “Chi tra coloro che governano la scuola si è preoccupato del cambiamento” in atto? La trasgressione delle norme è una costante: governi e dirigenti scolastici non hanno accettato e non accettano l’attuale orientamento dell’istituzione scolastica. “I dirigenti non possono fare altro che far ruotare il personale” perché non hanno accettato il mandato loro conferito. La lettura degli ODG stilati per la convocazione degli organi di governo mostra sistematiche elusioni della legge. “Della formazione dei docenti nessuno si occupa” a causa della mancata definizione del campo di riferimento: il sistema educativo di istruzione e di formazione. “Apprendere tramite il libro tradizionale”: l’apprendimento consiste di comportamenti, promossi “per mezzo di conoscenze e abilità”. “Misurare le competenze didattiche, capacità relazionali e attitudini personali”: la formazione del docente deve commisurarsi all’ambiente di lavoro finalizzato, unitario, coordinato, strutturato.

 
27/02/2015 - Smettiamola con il MOBBING contro i precari !! (Vincenzo Pascuzzi)

"Gli insegnanti precari di cui nessuno può misurare le competenze didattiche, capacità relazionali e attitudini personali, entreranno in massa per ottemperare alla sentenza della Corte europea di Giustizia che ha imposto all'Italia di assumere tutti i docenti che abbiano avuto contratti per almeno 36 mesi". E basta !! Bisogna smetterla con il MOBBING di massa e gratuito contro i precari !! Laureati, con 3 anni 3 di esperienza da supplenti (quindi con risparmio per lo Stato di circa 8.000 euro/anno) e si continua a dubitare delle loro "competenze didattiche, capacità relazionali e attitudini personali" !!

 
27/02/2015 - solo per chiarire (Diego Perna)

Leggo ultimamente articoli sulla scuola, ma potrebbero anche essere sulle imprese, sulla società in genere sulla crisi economica, sulla politica ecc. Io non sono più un ragazzino, sono ormai alla soglia dei sessant'anni e vi garantisco, e chi ne ha altrettanti lo sa di suo, che sono trascorsi in un baleno.. Ma questo non significa in alcun modo che mi sono rincoglionito, così come sembrerebbe ormai leggere dappertutto, per chi non è più un trentenne al massimo. Io continuo ad imparare e credo lo farò sino a che campo, uso il computer da più di vent' anni, utilizzando diversi software e non solo di scrittura, conosco un poco l'inglese, anche perché l'ho studiato al liceo e spesso leggo articoli in lingua inglese, magari aiutandomi con translate per vocabili che non so. Perché non la smettiamo una buona volta di dire che dopo i 50 si è vecchi? E' solo una convenzione l'età, ci sono le rughe è vero e magari qualche acciacco, ma i desideri e il cervello son sempre vividi. E poi, se per un credente la vita è eterna, che saranno mai 60 anni, potrei dire di essere appena nato! buona giornata ...e non ci rompete più lì dove non batte mai il sole.