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SCUOLA/ I numeri che smontano lo "scoop" (anti-paritarie) dell'Espresso

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"Soldi pubblici" dicono. Ma i soldi non sono proprietà dello Stato, bensì sono (dovrebbero essere….) da esso raccolti solo per renderli ai cittadini sotto forma di servizi. E coloro che mandano i figli alle scuole non statali, a causa della esiguità dei contributi, pagano due volte: con le tasse e con le rette. Bel servizio, per le famiglie delle cosiddette paritarie. Un "servizietto", dovremmo chiamarlo.

Eppure c'è una legge, varata durante un governo di centrosinistra, da un ministro ex comunista, che ha riconosciuto l'utilità e la valenza pubblica della scuola non statale purché gestita secondo determinati criteri: la legge 62/2000, per la quale la scuola pubblica italiana è costituita dalla scuola statale e dalla scuola non statale "paritaria". Paritaria, appunto.

Istituti in massima parte supercontrollati, checché ne dicano alcuni. Talvolta al limite della vessazione… Scuole che in tantissimi casi producono eccellenza didattica e innovazione. Qualche prova? Si legga, per esempio, il recentissimo rapporto del Miur sull'insegnamento in lingua straniera nella Scuola dell'Infanzia; oppure i risultati delle prove Invalsi, ben illustrati nel capitolo curato da  Patrizia Falzetti e Roberto Ricci (Invalsi) all'interno del testo di recente pubblicazione S.O.S Educazione. Statale, paritaria: per una scuola migliore.

Basterebbe documentarsi davvero, senza pregiudizi. Oppure, meglio ancora, andare a verificare sul campo, come del resto testimonia in chiusura anche l'articolo dell'Espresso, presentando il caso di tre "private" virtuose. Però attenzione: quei piccoli esempi in realtà sono molto ma molto diffusi, e non rare eccezioni come subdolamente vogliono far credere.

E se c'è, come sappiamo che c'è (in particolare in alcune zone d'Italia, in cui però enormi carenze o illegalità sono spesso all'attenzione della cronaca anche per i servizi statali…), uno "zerovirgola" di diplomifici e/o di scuole non statali che commettono irregolarità, questo non giustifica l'assurda, controproducente e liberticida richiesta di statalizzare tutto. Anzi, dovrebbe spingere verso una piena attuazione della parità scolastica e della libertà di scelta educativa, insieme ad un efficace sistema di controllo e valutazione di tutte le scuole, in un effettivo contesto di autonomia e responsabilità.

Non abbiamo bisogno di alimentare contrapposizioni sterili e fuori dal tempo. L'educazione delle nuove generazioni è un bene troppo prezioso che richiede la collaborazione di ognuno e di ciascuna scuola, statale e paritaria che sia, perché da essa dipende il futuro del nostro paese. Anche dell'Espresso.

 



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COMMENTI
06/02/2015 - cambio direttore? (ANTONIO Saini)

chiedo: ma all'espresso hanno appena cambiato direttore o è ancora quello che si è presentato al Meeting di Rimini parlando di "uscire" dagli schemi ideologici, di apertura ecc. ecc.?

 
05/02/2015 - Ragionevole ma non serve (mario schi)

E' giusto quello che si scrive ma non serve a niente. Il messaggio che passa è che si danno soldi alla "Chiesa Cattolica" quindi un abuso anche se fosse un centesimo e questo vale per l'aborto, per l'eutanasia, per il divorzio e chi più ne ha più ne metta. Occorre attaccare in un modo diverso ossia questo modo di comunicare è subdolo e va contrastato diversamente e con la gran cassa. Faccio un esempio che copio direttamente dal sito http://www.centrosangiorgio.com/, sezione aborto, le confessioni di un abortista, sul metodo di suonare la gran cassa pro domom loro: La prima strategia fu conquistare i mass media. Convincere mass media che l'aborto era una battaglia liberale, progressista ed intellettualmente raffinata. Sapendo con un vero sondaggio ne saremmo usciti sonoramente sconfitti, inventammo risultati falsi. Questa è la tecnica della bugia che si auto-realizza: poche persone, infatti, desiderano stare dalla parte della minoranza. inventando il numero degli aborti illegali praticati ogni anno negli Stati Uniti. La cifra era di circa 100.000 anno, ma il numero ripetuto era di 1.000.000. La seconda strategia fu giocare la «carta cattolica». Sbeffeggiare sistematicamente la Chiesa cattolica e le sue «idee arretrate» della Gerarchia cattolica. La terza strategia fu la denigrazione e la soppressione di tutte le prove scientifiche del fatto che la vita ha inizio dal concepimento. Se non si combatte queste tattiche non si conclude nulla. Andate al sito per tutto.