BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Insegnare letteratura? Due "estremi" da evitare

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Da ultimo, ho deciso di far vedere come la riflessione svolta costituisse un criterio per valutare anche altri testi che stavamo leggendo, in particolare i primi canti della Commedia. Ho perciò domandato: "Virgilio è amico di Dante?". A molti è stato subito chiaro di sì: certo, Dante non è alla pari del suo maestro, non intrattiene con lui una relazione di blanda confidenza, come si è invece abituati a concepire un rapporto di amicizia tra adolescenti. È però innegabile che Virgilio compie un cammino insieme a Dante, allo scopo di condurlo a una meta buona per lui.

Mi sembra notevole il fatto che una lettura attenta di un testo letterario abbia permesso di individuarne un nucleo tematico, e, a questo punto, di giudicarlo alla luce della personale esperienza. Sarebbe stato pretestuoso accennare appena al sonetto, e impostare la lezione sull'amicizia, aprendo un generico dibattito. Che invece il lavoro descritto non sia stato ideologico lo dimostra il fatto che esso ha consentito di ritornare, attraverso il paragone con sé, alla letteratura stessa: da Dante, attraverso il paragone con il nostro presente, a Dante. Il secondo aspetto buono sta nel sano dialogo che si è instaurato tra insegnante e studenti. Sarebbe forse stato più facile esporre una lezione interamente frontale, con gli stessi contenuti; più coinvolgente per i ragazzi — innanzitutto da un punto di vista intellettuale — è stato il condurre un ragionamento guidato, aperto a una discussione reale sul nostro tema. Allora è davvero possibile conciliare il rigore tecnico-formale e un paragone vivo con sé; è davvero possibile riscoprire una tradizione, che dal passato ci interpella oggi.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.