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SCUOLA/ Fuori i dirigenti dal ddl Madia? Un attacco (subdolo) all'autonomia

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Sarebbe un errore, a danno della scuola italiana, pensare a una futura interscambiabilità tra dirigente del demanio o dei monopoli e della scuola; ma altrettanto errato sarebbe fermare il necessario processo di miglioramento delle scuole, privandole di figure a cui è attribuita una chiara fisionomia dirigenziale, stabilita anche in termini di inquadramento normativo. Ciò suona ancor più stonato nel momento storico in cui si propone il varo di un sistema di valutazione delle scuole in cui è prevista la valutazione del dirigente e quindi si ribadisce centralità di ruolo e responsabilità gestionale complessa a chi un tempo era solo "primus inter pares" della funzione docente. 

Nel momento in cui si ridefiniscono ruoli, compiti e responsabilità delle dirigenze pubbliche dire che per i dirigenti scolastici sono "esclusi" da tale ridefinizione, come fa l'art. 10 del "disegno Madia", significa creare un pericoloso vuoto normativo e assecondare una stucchevole logica di rinvio. Il che non rende un servizio alla "buona scuola".



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