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SCUOLA/ "Raccontami la storia": fuori dal tempo non si può insegnare

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In Egitto durante la "primavera araba" (Infophoto)  In Egitto durante la "primavera araba" (Infophoto)

2. La competenza storica è obiettivo di tutta la scuola.

Se l'esigenza individuata nel primo punto è vera, il problema non è risolvibile da un solo insegnante. Non si tratta di prendere a oggetto una particolare disciplina e dotarla di un apposito apparato storico né di far procedere semplicemente in parallelo l'insegnamento dei contenuti "storicamente connotati" nel medesimo periodo (operazione farraginosa in generale e tendenzialmente irrealizzabile per quanto riguarda il 900). La competenza storica, cioè la capacità degli allievi di fare domande sempre più pertinenti, approfondite e complesse in merito alla dimensione storica di ciò che studiano deve essere una delle principali finalità dell'insegnamento impartito nei diversi livelli di scuola. In questa prospettiva, il problema che si pone agli insegnanti è strutturare percorsi che diano linee di risposta, non solo secondo la scansione pur necessaria di contenuti, priorità e tempi di ogni singola disciplina, ma secondo alcune ben precise grandi tematiche storiche.

3. La storia è narrazione e testimonianza.

Il fascino e la difficoltà di raccontare la storia del 900 sono connessi alla sua prossimità temporale. Esso è davvero "il secolo di ieri": il secolo di cui sono a disposizione una quantità e una varietà di fonti enormi e, da un certo punto di vista, inesplorate; il secolo i cui esiti non sono ancora compiuti e le cui linee prospettiche sono ancora schiacciate sulla cronaca; il secolo di cui sono vivi i testimoni, una gran parte dei quali è formata dagli stessi insegnanti, un'occasione unica per prendere coscienza del compito culturale e educativo legato alla trasmissione della memoria storica tra le generazioni.

Questa prossimità, questa dimensione narrativa e testimoniale dei fatti storici del 900, permette e, in un certo senso, impone un metodo di lavoro appropriato. È cioè possibile incrementare la competenza storica degli allievi non solo nella direzione della verifica delle fonti (autenticità dei fatti, riscontri, parzialità, ecc.), ma anche nella direzione della verifica o della riformulazione dell'ipotesi di lavoro di partenza, grazie alla presenza di testimoni e di esperienze vissute in prima persona.

Per questi motivi, accanto al corso vero e proprio, Diesse propone due seminari per gli insegnanti, non di storia ma di tutte le discipline, che si svolgeranno prima dell'inizio e dopo la conclusione del corso medesimo, rispettivamente l'11 febbraio e il 13 maggio, per condividere esperienze, esigenze, ipotesi di lavoro. 

Con la speranza, o l'ambizione, che sia l'inizio di un percorso che possa aiutare gli insegnanti di qualsiasi materia a mettere a punto modalità di pensare e perciò di proporre le proprie discipline che aiutino gli studenti a riscoprire la dimensione storica, e perciò umana, e perciò interessante per sé di ciò che a scuola incontrano.



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