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SCUOLA/ In ansia per la matematica? Il rimedio è un "sentimento"…

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Alla lavagna, tanti anni fa (Foto archivio Indire)  Alla lavagna, tanti anni fa (Foto archivio Indire)

"La matematica ti rende ansioso?": così si intitola il focus 48 dei risultati Ocse-Pisa 2012. Lo studio svolto su ragazzi di 15 anni di 64 Paesi nel mondo spiega come "la matematica può provocare preoccupazione, stress e anche sensazioni di incapacità in diversi quindicenni". Il 59% degli studenti è d'accordo con l'affermazione "mi preoccupo spesso del fatto che gli argomenti di matematica saranno difficili per me"; circa il 30% è molto teso e nervoso quando svolge i compiti a casa di matematica o deve risolvere problemi; il 61% ha paura di prendere brutti voti in matematica. 

Il focus mostra inoltre che "questa ansia nei confronti della matematica è strettamente correlata con le performance matematiche degli studenti". In particolare, si individua una correlazione con il contesto della classe, ovvero il divario matematico tra lo studente e i suoi compagni è il termometro del suo grado d'ansia nei confronti della disciplina: se gli altri sono più bravi (ottengono voti più alti) allora l'ansia aumenta; viceversa, se gli altri sono meno bravi, allora il grado d'ansia diminuisce. 

L'articolo si conclude con una proposta di soluzione: "gli insegnanti possono aiutare a diminuire l'ansia degli studenti. I docenti che utilizzano metodologie didattiche formative con i loro studenti — indicando loro per esempio se lavorano bene e/o quello che devono fare per migliorare — li aiutano a essere meno ansiosi". Infatti, "in 39 Paesi con esiti matematici simili, si hanno studenti con minore ansia laddove gli insegnanti usano tali metodologie".

In un recente articolo uscito su Repubblica, dal titolo "Matematica. Quell'ansia per i numeri che danneggia i nostri ragazzi", riprendendo i dati del focus si afferma che gli studenti italiani hanno risultati peggiori degli altri Paesi (485 punti sotto la media Ocse pari a 494) a causa dell'eccessiva competizione, sono penalizzati rispetto ai coetanei degli altri Paesi dove si studia invece senza pressioni. La conclusione è la stessa del focus: c'è bisogno di docenti che utilizzino le metodologie didattiche adeguate. 

Bene, da docente non posso che essere d'accordo, ma mi permetto di aggiungere: non stiamo per caso scoprendo l'acqua calda? C'era bisogno di uno studio per capire che gli studenti hanno bisogno di maestri? Soprattutto per una disciplina ostica come la matematica? Sono quasi dieci anni che insegno e ho la possibilità di farlo in quasi tutti i gradi di scuola: dalla primaria (dove tengo un laboratorio di matematica settimanale per le classi V e dove svolgo attività di formazione e aggiornamento per le maestre) alla scuola secondaria di primo e secondo grado (dove insegno Matematica in ben sette classi). 



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