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SCUOLA/ Cosa separa i nostri figli da "Ryan", il piccolo assassino dell'Isis?

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Il piccolo assassino dello stato islamico è francese (Immagine dal web)  Il piccolo assassino dello stato islamico è francese (Immagine dal web)

Non si tratta qui di colpevolizzare l'infanzia ma di riconoscere in filigrana, nella capacità di efferatezza del bambino, una competenza pervertita, ma pur sempre una competenza. Non va dimenticato che il premio Nobel per la pace Malala Yousafzai ha dato vita al suo blog di protesta anti-talebana a soli 11 anni. Un bambino è in primis un soggetto capace, non un soggetto incapace. Non è un foglio bianco su cui chiunque può scrivere ciò che vuole, e neppure un alienato ab origine nelle patologie — perversioni comprese — dei suoi altri. È titolare di un principio che Freud nomina di piacere, un primo articolo di una carta costituzionale civile e pacifica di uno stato senza eserciti, ma non senza difese. 

Uno stato che potrà subire occupazioni e venire assoggettato dai peggiori regimi, ma mantiene viva, nella catacombe o nel samizdat, nella resistenza attiva o nella disubbidienza passiva, il desiderio di far di nuovo volare gli aquiloni alla morte del tiranno. Questo è anche il mio personale augurio al ragazzino adultizzato, che non trema — o così pare — mentre uccide. No pasaràn!



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COMMENTI
16/03/2015 - I nostri figli sono diversi? (Giuseppe Fortini)

Interessante che un bambino di 11 anni sia in grado di fare cose grandi. Brutte, ma grandi. Allora ad 11 anni si può! Ma ai nostri figli di 11 anni cosa insegnamo? Come li educhiamo? A capire il senso della vita, a fare cose grandi oppure a spendere la propria vita giocando? Li aiutiamo a crescere - e quindi a comprendere la loro grande dignità umana - oppure li anestettizziamo riempiendo il loro tempo con calcio, nuoto, palestra o TV (e scuola, basta che portino a casa voti a noi accettabili)? E noi? Ci trattiamo come trattiamo i nostri figli? Interessante la questione che questa notizia pone: noi, come spendiamo la nostra vita? Giuseppe