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DDL SCUOLA/ Liberi di educare: per un disegno di Buona Scuola

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Verso una "buona" scuola?

 Quali i principi ed i punti qualificanti del disegno di legge che rispondono a questi criteri e dei quali chiedere al Parlamento di dare organica e certa traduzione normativa?

- Al centro lo studente. La maggior centratura sul percorso formativo dello studente, rispetto al quale promuovere potenziamento didattico, insegnamenti opzionali e percorsi formativi personalizzati, anche in raccordo con il territorio, traccia l’ipotesi di una scuola più flessibile e chiama in causa  la responsabilità di docenti, dirigenti scolastici e famiglie nel valorizzare attitudini e capacità dei ragazzi.

- L’autonomia fulcro del sistema scuola. Il testo del Ddl considera l’autonomia delle istituzioni scolastiche quale volano della ripartenza del sistema scuola. La scrittura del testo di legge dovrà, però, dimostrare la volontà di trasformare un’autonomia ad oggi solo funzionale in autonomia reale, svincolata da inopportune procedure burocratiche e da eccesivi vincoli centralistici.

- Il dirigente a servizio della comunità scolastica. Il dirigente scolastico è riconsiderato quale figura decisiva chiamata a ‘presidiare’, insieme a docenti, famiglie e operatori, spazi di libertà di insegnamento, di progettualità, di proposta formativa. Gli sono attribuite responsabilità nella predisposizione del Piano triennale dell’offerta formativa e nella assunzione di insegnanti funzionali alla sua realizzazione attraverso una chiamata da albi territoriali di docenti. Il testo inviato al dibattito parlamentare dovrà definire, però, con maggior precisione, gli spazi di responsabilità della nuova dirigenza ed i relativi controlli di “contrappeso”, il modello di governance in cui si colloca la sua responsabilità, il suo profilo professionale e i passaggi collegiali con cui governare le nuove attribuzioni che il Ddl introduce.

- Potenziamento del rapporto scuola-lavoro per il II Ciclo. E’ da accogliere positivamente l’aumento delle ore di alternanza scuola-lavoro, la corrispondente assegnazione di fondi specifici per la sua attuazione ed il rafforzamento del ruolo delle istituzioni scolastiche nel rapporto con le aziende: nella conversione in legge l’aula parlamentare dovrà snellirne le procedure ed introdurre forme di esperienze lavorative anche nel biennio degli istituti tecnici e professionali.

- Assunzioni straordinarie. La stabilizzazione dei docenti precari realizza l’aspettativa di stabilità per tanti insegnanti e la possibilità per gli studenti di veder garantita la continuità didattica. La necessità di individuare procedure corrette e rispettose delle urgenti necessità delle scuola dovrebbe essere accompagnata da opportuni controlli sulla qualità dei docenti assunti (nelle GAE ad esempio vi sono diversi iscritti senza alcuna esperienza di insegnamento). Riteniamo positivo l’intento di chiudere l’annosa questione delle graduatorie e la decisione di procedere solo per concorso alle nuove assunzioni al fine di favorire un ingresso di insegnanti giovani e qualificati.

- Organico dei docenti. Si introduce l’idea che l’organico non sia più un modello nazionale statico e standardizzato per tutte le tipologie di scuola, ma che progressivamente diventi funzionale alle specifiche esigenze d’istituto, anche attraverso nuove modalità di assunzione a chiamata. Il testo di legge dovrà garantire che siano le singole scuole a determinare la dotazione organica aggiuntiva. 



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COMMENTI
17/03/2015 - I sogni son desideri .. 2 (Valentina Timillero)

"Non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora sappiamo che c'è un altro modo di affrontare la questione; anche senza la costrizione". Generalmente sì, caro professor Basaglia; non sempre, però, non sempre. PS. citazione di Franco Basaglia, che diede il nome alla legge 180/1978, visibile in rete.

 
17/03/2015 - I sogni son desideri .. (enrico maranzana)

Una lettura del DDL che proietta sul dispositivo in discussione i propri desideri, i propri modi di intendere il servizio educativo. Perché non è stato posto a fondamento dell'interpretazione il sistema di regole in cui sarà immerso? Ne sarebbe emerso un quadro molto, molto preoccupante tratteggiato in "La buona [scuola] è categoria morale" visibile in rete.