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DDL SCUOLA/ Liberi di educare: per un disegno di Buona Scuola

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Pubblichiamo il comunicato congiunto delle associazioni CdO Opere Educative–FOE, Diesse (Didattica e innovazione scolastica), associazione culturale “Il Rischio Educativo” e DISAL (Dirigenti Scuole Autonome e Libere), a commento della riforma della “Buona scuola” presentata nei giorni scorsi dal governo.

Il testo del Disegno di legge di riforma della scuola, approvato il 12 marzo 2015 dal Consiglio dei Ministri - opportunamente scelto come strumento legislativo al posto di un decreto legge per consentire un aperto confronto - potrebbe rappresentare l’alba di un ‘buon’ giorno e potrebbe rivelarsi foriero di novità per una ‘buona’ scuola se le aule parlamentari e le stanze ministeriali non ne modificheranno le linee di fondo durante l’iter di approvazione.

Il testo riguarda “disposizioni in materia di autonomia scolastica, offerta formativa, assunzioni e formazione del personale docente, dirigenza scolastica, edilizia scolastica e semplificazione amministrativa” ovvero i giusti ‘ingredienti’ che, se opportunamente tradotti in legge, valorizzati e finanziariamente supportati, possono consentire ai soggetti educativi di fare scuola. Con quale criterio, allora, leggere e, perciò, giudicare il disegno di riforma della scuola appena approvato? Occorre ripartire dalla domanda fondamentale in questo momento critico: a cosa serve la scuola? Quindi quali strumenti e soluzioni mettere in campo e garantire perché il contesto di ciascuna scuola sia messo in grado di realizzare il suo fine?

 

A cosa serve la scuola

La scuola oggi non può più avere come scopo la semplice trasmissione di saperi e di competenze, la realizzazione efficiente di programmi e procedure, ma è chiamata a diventare sempre più un luogo educativo e di cultura, nell'incontro tra insegnanti e alunni attraverso le materie, per la costruzione di contesti formativi liberi che sfidino il cuore e la ragione impegnando ciascuno in una verifica personale e significativa. Non solo nozioni, ma anche scoperte, passioni, gusto per la ricerca, sguardo sul futuro, progettualità e flessibilità organizzativa, rapporti proficui con il mondo del lavoro, criteri per interpretare l’esistenza e il delicato passaggio al mondo adulto.

La traduzione normativa del disegno di legge dovrà, dunque, tutelare al massimo la possibilità che insegnanti, presidi e operatori siano messi in grado, tout court, di fare scuola. E che le scuole siano dotate di autonomia e libertà: i termini giusti per indicarne natura e scopo. Come per altro già previsto nella normativa esistente e come accade in centinaia di scuole e di reti di scuole dove sono proposti percorsi di studio e di apprendimento innovativi e liberi; percorsi che devono essere semplicemente sostenuti, affinché si diffondano e diventino modelli praticabili per tutti.

Tre i compiti che la società affida alla scuola: offrire allo studente opportunità di incontro con la cultura di cui si sostanzia la vita del popolo e della comunità; valorizzare le attitudini ed il talento di ciascuno (studenti, ma anche insegnanti e dirigenti); favorire strumenti conoscitivi necessari per orientarsi al lavoro e all’università. E la libertà di educare come principio guida con cui poter agire sia a livello decisionale che didattico.



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COMMENTI
17/03/2015 - I sogni son desideri .. 2 (Valentina Timillero)

"Non è importante tanto il fatto che in futuro ci siano o meno manicomi e cliniche chiuse, è importante che noi adesso abbiamo provato che si può fare diversamente, ora sappiamo che c'è un altro modo di affrontare la questione; anche senza la costrizione". Generalmente sì, caro professor Basaglia; non sempre, però, non sempre. PS. citazione di Franco Basaglia, che diede il nome alla legge 180/1978, visibile in rete.

 
17/03/2015 - I sogni son desideri .. (enrico maranzana)

Una lettura del DDL che proietta sul dispositivo in discussione i propri desideri, i propri modi di intendere il servizio educativo. Perché non è stato posto a fondamento dell'interpretazione il sistema di regole in cui sarà immerso? Ne sarebbe emerso un quadro molto, molto preoccupante tratteggiato in "La buona [scuola] è categoria morale" visibile in rete.