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SCUOLA/ Quanti presidi saranno disposti a farsi valutare?

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Caro direttore,
i presidi. Dire che sia questo il punto dirompente, oltre alla sanatoria in massa dei precari, è poca cosa. Viste le tante prese di posizione, da Cammilleri in avanti, di personaggi famosi che, è giusto che venga detto, di scuola ne sanno pochino. Al massimo per sentito dire. Il fatto è che la scuola, nella sua complessità, è poco conosciuta anche da molti che si lavorano dentro. Solo chi fa esperienza "sistemica" può farsene un'idea. Per tutti gli altri, al massimo la percezione dei vari frammenti, ma non l'insieme. Perché, è cosa nota, il tutto non è la semplice somma delle parti.

Cogliere il tutto sistemico, quindi. Ecco il nuovo sentiero di responsabilità che deve essere riconosciuto, anzitutto, ma non solo, ai presidi. Come coordinatori educativi, didattici, organizzativi, gestionali. In funzione di quell'autonomia che è la sola risposta che può accompagnare la nuova domanda formativa dei nostri giovani e del nostro tessuto sociale. Coordinatori, non "sceriffi".

Il filo conduttore della riforma di Renzi è, dunque, a parte la sanatoria dei precari, un punto che è centrale per comprendere la qualità della scuola: l'autonomia come strumento del merito, e chiave per aprire la scuola alle esigenze del territorio e alle nuove domande formative dei nostri giovani.

Per rafforzare quest'autonomia e renderla davvero funzionale alla domanda di futuro dei nostri ragazzi, manca però in questa riforma un tassello chiave: la valutazione, secondo merito, dei presidi.

Renzi ha parlato di "presidi sindaci", ma, è giusto che non ci nascondiamo dietro a un dito, ci sono presidi e presidi, come ci sono docenti e docenti. Per la gran parte, come sappiamo, davvero in gamba.

E' giusto, quindi, che si parli di valutazione dei docenti. In realtà, prima dei docenti e di tutto il personale, la valutazione deve/dovrebbe essere dei presidi, dal 2001 dirigenti scolastici.
Come una buona vita di classe si vede dal lavoro del buon docente, lo stesso si può dire della vita delle scuole. La cui vitalità, la capacità cioè di essere al passo con le nuove domande formative e organizzative, dipende dalla presenza o meno di un preside in gamba, che ci mette cuore e passione, che mette sempre in primo piano il valore formativo dei propri studenti e la valorizzazione dei propri docenti. 

Senza protagonismi e senza atteggiamenti autoritari. Un preside è un suscitatore di coscienza, prima che manager.

Quanti presidi passati, in maggioranza, senza concorsi ordinari, ma con sanatorie o con concorsi riservati, oggi potrebbero sostenere il peso di una valutazione esterna? O presidi che si ritrovano alle superiori dopo una carriera tutta alle elementari?



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COMMENTI
22/03/2015 - @all'imprenditore Moeller (Franco Labella)

Mi scusi, non vorrei essere offensivo nemmeno io, ma lei è un imprenditore e non afferra che la comunicazione (che contiene tutti gli elementi dalla data al prezzo pagato, dal treno utilizzato ed infine il nominativo di chi viaggia) di Trenitalia, che offre titoli di viaggio in modalità "ticketless", è "il titolo di viaggio" e come tale è il documento giustificativo del rimborso spese? Se così non fosse come avrei potuto viaggiare? Come Pannofino nello spot di Italo inseguito come portoghese dai controllori? Mi auguro che un ds abbia almeno conoscenze giuridiche tali da non avere dubbi a riguardo perchè altrimenti, come dico sempre, a qualcuno di quelli che ho conosciuto nella mia ormai lunga carriera scolastica non affiderei in gestione nemmeno un condominio. E lasci stare, per favore , il falso in bilancio...

 
22/03/2015 - @ Sig. Labella (Moeller Martin)

Essere 'stato stupido' in una particolare situazione ed essere stupidi sono due cose ben distinte e non è certo un insulto. Tuttavia rimane il fatto che per definizione un rimborso spese si effettua dietro presentazione delle ricevute e che chi lo effettua necessita di queste ricevute per giustificare l'uscita di cassa e quindi dal bilancio. Per dirla tutta, la legge sul falso in bilancio attulmente in discussione al parlamento prevede addiritura il carcere, perché non si possono fare uscire i soldi semplicemente 'così' senza un documento a giustificazione. Giusto per quelli che non capiscono perchè una franchigia sia indispensabile. P.S. Nemmeno io come imprenditore privato la avrei rimborsata.

 
22/03/2015 - Elezione dei dirigenti scolastici (pino mulone)

Quale miglior metodo di valutazione dei presidi è possibile se l'incarico di preside viene affidato pro tempore ad una libera elezione di che della scuola ne usufruisce.

 
21/03/2015 - Se non si abbandona il pachiderma... (ROBERTO PELLEGATTA)

Io invece non me la sento di condividere. La lettura attenta del Disegno di Legge mostra una realtà ben diversa dagli slogan dichiarati. Norme confuse, che alla verifica degli articolati non introducono gran che di nuovo e di interessante. Anzi !! La qualità dei presidi poi è simile a quella dei docenti e non mi sento (avendo alle spalle 42 di servizio di cui 25 di presidenza ed una ampia conoscenza della scuola) di andare per categorie: conosco diversi “decani” sicuramente meno capaci di altri anche se entrati con riservati. In generale non sono certo i concorsi statali a stabilire il merito. Chissà quando li abbandoneremo …. E’ rimasto solo lo statalismo italico e i francesi a farli (ma loro hanno ben altri strumenti di verifica). Se non si smantella seriamente il pachidermico (in tutti i sensi…) apparato statale nessuna valutazione di presidi e docenti sortirà qualche effetto. E il Disegno di legge del Governo non smantella un bel nulla. Anzi crea procedure burocratiche in più come quella diavoleria del PTOF (indovinare la sigla…).

 
21/03/2015 - è stupida la procedura, è ottusa la burocrazia (Vincenzo Pascuzzi)

Assolutamente non è Franco Labella ad essere stupido, ma è la procedura ad essere stupida, e ed è ottusa la burocrazia che l'ha instaurata, la mantiene, non la modifica, forse nemmeno pensa che possa essere modificata. Cito: «[L]e attività di controllo tendono a prevalere sulle attività da controllare». G. Marcel, Gli uomini contro l’umano (1951), tr. di E. Piscione, Roma, 1987, p. 39. da "La parabola del valutatore" di Enrico Mauro on 12 marzo 2015

 
21/03/2015 - @sig. Moeller (Franco Labella)

Perché ho comprato un biglietto ticketless? Perché siamo nel 2015 e pensavo che la burocrazia borbonica (ancorchè nordica) non si cibasse solo di LIM.....

 
21/03/2015 - @ Sig. Labella (Moeller Martin)

Sapendo del rimborso, perchè ha comprato un biglietto ticketless anziche cartaceo? Non si lamenti del mancato rimborso, dica piuttosto 'accidenti, sono stato un vero stupido a non pensarci prima'! P.S.: Altra cosa è il discorso della email.

 
21/03/2015 - Per una volta sono d'accordo IIparte (Franco Labella)

Ho spedito nell'immediatezza quanto richiesto (modulo debitamente firmato e documento giustificativo per il rimborso e cioè una mail del ticketless). Ho fatto, però una imperdonabile sciocchezza: ho immaginato di poter usare la posta elettronica (con allegati solo da stampare) anzichè una costosa raccomandata con i fogli medesimi stampati a mie cure e spese. Sono passati mensi e nessun rimborso. Ho indirizzato tre mail al DS per avere notizie. Alla terza mail una anonima (perchè la firma non è del DS e nemmeno di un umano della segreteria non dico il DGSA....) mail mi avverte che non mi rimborsano perchè non ho inviato la "documentazione originale". Rispondo facendo presente che (come si poteva dedurre dalla documentazione originale già allegata) ho acquistato un biglietto ticketless per cui se si aspettano il cartoncino timbrato e bucato dal controllore aspetteranno loro invano e, temo, io pure. Ieri ho speso 6 (sei) euro di racc. AR contenente gli stessi allegati della mail. Vi farò sapere come finisce e se il Ds sentirà il bisogno di farmi sapere ma intanto una domanda anche al preside Zen: la storiella (vera e non inventata per la bisogna) le sembra significativa dei dubbi di Merlo e miei (di Camilleri non ho letto e non saprei)? Rimando a futuri commenti qualche episodio vero che spieghi i timori relativi allo "spoil system" (con tutte le virgolette del caso) in versione ridotta e qualche aneddoto (vero) su presidi pronti a capire le famigerate circ.ri al contr

 
21/03/2015 - Per una volta sono d'accordo I parte (Franco Labella)

Per una volta sono d'accordo col tono e la sostanza delle argomentazioni del ds Zen. La vicenda del nuovo ruolo dei ds a me ricorda molto la vicenda del CLIL. Allora come ora c'è un evidente fideismo: quello di sperare in virtù nascoste quanto poco diffuse (ovviamente lo scrivo sulla scorta della mia limitatissima esperienza) dei dirigenti scolastici. E' chiaro che le generalizzazioni lasciano il tempo che trovano e se vale per i docenti vale, naturalmente, anche per i dirigenti scolastici, con una notazione, però, di carattere "statisitico". E cioè che i ds sono in numero significativamente inferiore rispetto ai docenti ma con compiti e responsabilità inversamente proporzionali al loro numero. Il problema è quello solito che ha caratterizzato i provvedimenti che si prendono per il settore dell'istruzione: in Italia gli "edifici scolastici" lo costruiamo sempre dal tetto. E' così anche in questo caso: immaginiamo un ruolo nuovo, magari anche autenticamente innovatore, ma prescindiamo dal dato di realtà. L'ha scritto molto meglio di me, come ho già segnalato, nei giorni scorsi Francesco Merlo su Repubblica. Io, nel mio piccolo, voglio raccontare una storiella che mi accade in queste settimane. Ho partecipato nei mesi scorsi ad una iniziativa ministeriale per cui è previsto il rimborso delle spese di viaggio. Bisognava far capo ad un istituto (dell'efficiente Nord) che ha avuto il compito di liquidare tutti i partecipanti. (Segue)