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SCUOLA/ Dalla Germania, il tema di Laura: "La pace di Kant oggi non basta più"

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Carristi russi (Infophoto)  Carristi russi (Infophoto)

Questo significa che l'Isis, che vuole dominare su altre società di persone, è alcunché di assolutamente riprovevole. Kant però non sembra specificare chi possa governare una società che pian piano cambia il suo carattere o la sua cultura. Parla di un'ospitalità, ma non pretende di integrare stranieri nella propria società. Non ho potuto neppure trovare nessuna risposta sul come ci si debba comportarsi con persone che non hanno una patria o che non hanno più un proprio stato. Credo che sarebbe cosa buona avere un diritto di ospitalità più accentuato di quello di Kant: che cosa impedisce all'uomo di dare ad un ospite più di ciò che è strettamente necessario, se se ne ha la possibilità? Kant dice che non si può pretendere un "diritto di ospitalità" come ne parlo io, ma non dice che non si debba accogliere altre persone. In breve: penso che uno stato ricco debba riconoscere a degli uomini che vengono nel proprio stato per una necessità o un bisogno, con cuore aperto, un diritto di ospitalità più accentuato di quello di Kant, anche se non sempre il diritto di cittadinanza. Infine vorrei dire che come europea sono d'accordo con quasi tutti i pensieri di Kant, ma riconosco che la sua idea di una "pace eterna" è un modo molto europeo di risolvere i problemi e per questo è difficile pensare che possa estendersi a tutto il mondo. Sono d'accordo anche con l'idea di papa Francesco di una multipolarità mondiale di "stati continenti" (Alberto Methol Ferré). Allo stesso tempo devo però precisare che non si può pretendere da altre culture di accettare dialoghi e compromessi che non corrispondono alla loro natura, perché ciò sarebbe anche una forma di sottomissione dell'altro, cioè di "pace basata sul dominio" ».

Laura è stata una delle ultime a ridarmi il compito in classe. Ovviamente ci sono nell'esposizione anche alcuni salti logici o per esempio obiezioni che non sono proprio molto plausibili, come per esempio l'ultima a papa Francesco, perché l'dea stessa della multipolarità implica una comprensione della differenza degli approcci culturali. Credo però che sia motivo di speranza vedere dei giovani pensare a questo livello sui problemi del mondo. Speranza anche per la filosofia stessa come linguaggio introduttivo alla comprensione del reale.



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