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DDL SCUOLA/ Il dito, la Luna e il falso allarme dei "triennalisti"

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Infine, è previsto che la prima fascia delle graduatorie di circolo e di istituto del personale docente ed educativo (art. 5 del DM 13 giugno 2007, n. 131) continui ad essere efficace fino all'anno scolastico 2016/2017, per i soli soggetti già iscritti alla data di entrata in vigore del ddl e non assunti a seguito del piano straordinario di assunzioni.

In estrema sintesi, tranne che per il personale docente della scuola dell'infanzia e del personale educativo, i vincitori di concorso e gli iscritti nelle Gae che non saranno assunti con questo piano straordinario potranno accedere ai ruoli del personale docente della scuola statale esclusivamente mediante nuovi concorsi pubblici nazionali, su base regionale per titoli ed esami, le cui graduatorie hanno validità fino all'approvazione della successiva graduatoria concorsuale, purché entro 3 anni.

Finito il piano straordinario di assunzioni, per costoro non ci saranno altre possibilità d'impiego nella scuola, se non per le supplenze temporanee non coperte dall'organico dell'autonomia. Infatti, per queste supplenze, non vale né quanto prevede lo stesso ddl (art. 12) che esclude che si possa impiegare personale docente, educativo, amministrativo, tecnico ed ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali a tempo determinato per più di 36 mesi, né la famosa sentenza della Corte di Giustizia europea, perché entrambe si riferiscono agli incarichi per la copertura di posti vacanti e disponibili. Invece, salvo modifiche al testo del ddl, per le supplenze temporanee continua ad operare la norma speciale della disciplina del contratto a tempo determinato del ministro Gelmini, che esclude l'applicazione del limite dei 36 mesi di durata massima dei contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze del personale docente ed Ata, considerata la necessità di garantire la costante erogazione del servizio scolastico ed educativo anche in caso di assenza temporanea del personale docente ed Ata con rapporto di lavoro a tempo indeterminato ed anche determinato (art. 10, comma 4-bis, dlgs 368/01). 

Peraltro, la norma che limita l'uso del contratto a termine a 36 mesi non sarà sicuramente operativa per il prossimo anno scolastico, perché tutte le cattedre disponibili e vacanti saranno già coperte con il piano straordinario. Non lo sarà nemmeno nei prossimi anni, se si terranno i concorsi, previsti dalla delega contenuta nello stesso ddl.

Guardare all'articolo 12 del ddl come il rischio maggiore è come guardare il dito e non la Luna che indica.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
23/03/2015 - Articolo bocchieri (sergio bianchini)

Bello, chiaro ed utile l'articolo di Bocchieri. Ma secondo me la distinzione tra triennalisti su posto vacante garantiti e triennalisti su assenza del titolare non garantiti alla lunga non reggerà. Per cui la spinta del precariato verso l'assunzione impropria, sanatoriale, non finirà. Per rimediare davvero a questa ferita aperta bisognerebbe a mio parere esternalizzare le supplenze lunghe cioè favorire la costiituzione di cooperative o società o collaborazioni esterne anche a partita IVA a cui assegnare le supplenze nella scuola con pagamento a fattura, senza conseguenze di altro genere. I supplenti potrebbero allora essere anche stabilizzati dalle cooperative e volendo tentare di inserirsi tramite i concorsi triennali vantando un bagaglio di esperienza reale. Anche i vari corsi di Laurea potrebbero essere interessati a questa procedura. Saluti, Bianchini